La scuola di Napoli

il genio di Paisiello e Cimarosa

I due grandi geni Giovanni Paisiello e Domenico Cimarosa brillarono nel secolo XVIII. Il primo compose moltissime opere piene di melodie soavi, di temi vivaci e facili da ricordare. Inventò quelle tante novità che fecero molto progredire l’arte musicale.


Cimarosa, l’innovatore

Il secondo, compositore fecondo, trattò le opere giocose con originalità di motivi e con la meravigliosa vivacità dei bei fraseggi, che gli scaturivano naturalmente dal vasto ingegno. Si può dire per certo che il genio innovatore di Cimarosa creò la nuova opera buffa, caratterizzata dai suoi originali parlati. Egli volle al tempo stesso nobilitare il dramma lirico, dandogli delle nuove forme. Continuò perciò ad arricchire la parte strumentale con nuovi effetti, preparando quel progresso dell’opera seria che Rossini avrebbe poi ampliato e perfezionato.


La spontaneità del canto

Nel 1700 ebbero successo anche le opere di Tritto, di Pietro Guglielmi e di Valentino Fioravanti, che si distinguevano per il meraviglioso canto, la varietà delle forme, la spontaneità delle melodie e la schiettezza dell’accompagnamento.


Cessata la vita di questi grandi ingegni, pareva che la supremazia musicale italiana dovesse venir meno. Ma ecco che nel febbraio del 1813, il re Gioacchino Napoleone Murat nominò a direttore del Reale Collegio di Musica di Napoli Nicola Zingarelli, uomo di vasta erudizione. Tenacissimo nei suoi severi principi, come sommo sacerdote dell’arte, Zingarelli mantenne e tramandò ai successori e allievi il sacro fuoco della scuola napoletana. Lo spirito suo ancora domina il Collegio di musica a Napoli.


Un’era nuova

Al secolo XVIII era riservato l’ulteriore gran progresso dell’arte musicale. Nella sua aurora ecco sorgere Gioacchino Rossini, rara finezza di spirito. Ritenendo i principi e la purezza della scuola napoletana, Rossini stabilì un’era nuova. All’arte del suo tempo egli consegnò una varieta nel ritmo e una fisionomia melodica tutta propria, come già aveva fatto Pergolesi.

Da questo nuovo incremento uscirono tanti begli ingegni che hanno arricchito le scene musicali di sublimi produzioni. Fra questi, Vincenzo Bellini merita preferenza e colse allori immortali. Fu rapito immaturamenie nel 1835, quando, famosissimo da tempo, la sua musica commoveva il mondo intero. E con lui Saverio Mercadante, che come successore di Zingarelli l’Europa tutta considerava autentico rappresentante della nostra bella scuola.

Domenico Cimarosa, monumento ad Aversa
Domenico Cimarosa, monumento ad Aversa

(Il testo è liberamente tratto dal Cenno storico sulla Scuola Musicale di Napoli di Francesco Florimo, trascritto e reinterpretato da Luca Bianchini)


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