La scuola italiana in Europa

L’Italia ci ha sempre preceduto

Fu mio primo intento mettermi ad esporre la vita dei compositori di scuola italiana, quanto dei musicisti stranieri educati nella Scuola Napoletana.

Che la scuola italiana abbia influito all’incremento della scienza musicale, fanno prova le seguenti parole scritte da Rivarol, Discours sur l’universalité de la langue française.

«Nella Patria di Raffaello, di Michelangelo e del Tasso la più melodiosa delle lingue s’è unita alla musica degli Angeli. Quest’alleanza ha assicurato loro un impero per l’eternità».
(Rivarol, Discours sur l’universalité de la langue française).

Oltre a cio, il signor de Villars, nell’opuscolo scritto nel 1803 col titolo La Serva padrona, intese dimostrare l’influenza che quest’opera di Pergolesi ebbe sulla musica francese.

«In musica, come in pittura e in letteratura, l’Italia ci ha sempre preceduto. Ha portato all’Europa le fiamme brillanti e civilizzatrici d’una ragione matura. d’uno spirito artistico evidentemente superiore».
(Villars)

Giovanni-Battista-Pergolesi
ritratto di Giovanni-Battista-Pergolesi

I Cenni storici di Florimo

II mio lavoro si riduce dunque a coordinare in un’opera sola tutto quello che da altri s’è detto sulla Scuola Musicale di Napoli, perché di essa si abbia un concetto preciso,

Non ho omesso indagare diligentemente, per quanto possibile. E perciò ho avuto necessità di modificare quello che altri hanno scritto. Ma quando ciò è occorso, mi sono creduto in dovere di farlo notare. Ho esposto i motivi che mi hanno spinto a cambiare, perchè non sia accusato di contraddire chi mi precedette.

Altri dopo di me, e più valente di me, ne son certo, farà assai meglio. Compirà un’ opera che sarà utile e importante per la musica. Se a me ricade un briciolo di lode, è solo per essere stato il primo a inaugurarla.

(Cenno storico sulla Scuola Musicale di Napoli di Francesco Florimo liberamente trascritto e reinterpretato da Luca Bianchini)


La scuola napoletana oggi

Partimenti e Metodo Catemario
I Partimenti a Cremona Musica

iscriviti al gruppo Facebook italianOpera per seguire tutti i post sui partimenti e la scuola napoletana, partecipare alla discussione e contribuire anche tu alla valorizzazione del nostro patrimonio musicale

icona di Facebook

MOZART LA CADUTA DEGLI DEI
La nuova biografia di Mozart

I Maestri di scuola napoletana

Francesco Florimo
Cenno storico

Fu mio primo intento mettermi ad esporre la vita dei maestri compositori di musica, tanto nazionali, quanto stranieri, educati nella Scuola Napoletana.

«E chi sarà che non si scuota alla vista delle immagini
di uomini saliti in fama per le loro virtu? E quale cosa
sarà più bella da vedere?»

(Polibio).

immagine d'un busto di Polibio
Polibio (Megalopoli, 206 a.C. circa – Grecia, 124 a.C.)
è stato uno storico greco antico.

La Biblioteca del Conservatorio

Mosso poi dal desiderio di far meglio conoscere la Biblioteca di Napoli che è affidata alle mie cure, ho pensato di approfondire i miei primi studi, e di esporre tutto ciò che nel complesso si possa dire appartenga in particolare alla Scuola Musicale Napoletana.

Questa Scuola ha tanto dominato in Europa. Il musicista filosofo ginevrino Jean-Jacques Rousseau intendeva bene la poetica dell’arte della musica e aveva il gusto per una melodia semplice e naturale. Con molta ragione nel suo Dizionario di musica, alla parola Genio, dice cbe non può definirlo, ma che bisogna sentirlo in sé stessi. Egli prorompe in queste parole:

«Non cercare, giovane artista, quello che è Genio. Ne hai tu un poco? Lo senti in te? Vuoi dunque conoscere se una scintilla di quel fuoco ti divora l’anima? Corri, vola a Napoli ad ascoltare i capolavori di Leo, di Durante, di Jommelli, di Pergolesi».
(Francesco Florimo)

Jean-Jacques Rousseau_ quadro di Maurice Quentin de La Tour
Jean-Jacques Rousseau_ quadro di Maurice Quentin de La Tour

I Conservatori di Napoli

Mi propongo quindi di parlare non solo di tutti grandi compositori, che in tre secoli e mezzo, cioè dal 1535 sino al tempo presente uscirono dai nostri Istituti musicali.

«Conservatorio è nome che per la prima voita s’è dato in Italia alle scuole pubbliche di musica adatte a propagare I’arte dei suoni e a conservarla in tutta la sua purezza».
(Francesco Florimo)

Voglio dire anche di coloro che indirettamente ne ricevettero l’insegnamento e si segnalarono sia per la composizione che per altre virtu musicali. Tratto anche degli Istituti stessi noti con il nome di Gonservatori, ai quali succedette il Real Collegio di Musica, che restò prima nello stesso edificio detto della Pietà. Passò poi nel conveuto di San Sebastiano, e quindi in quello di San Pietro a Majella, ove si trova tuttora. Voglio parlare della sua origine e fondazione, delle diverse sue trasformazioni, e dei progressi a cui si spinse l’arte musicale.

«Se i tuoi occhi si riempiono di lacrime, se senti il tuo cuore palpitare, se dei brividi ti percorrono la schiena e ti senti soffocare dall’emozìone, prendi Metastasio e mettiti all’opera. Il suo Genio riscalderà il tuo».
(Francesco Florimo)

(Cenno storico sulla Scuola Musicale di Napoli di Francesco Florimo liberamente trascritto da Luca Bianchini)


La scuola napoletana oggi

Partimenti e Metodo Catemario
I Partimenti a Cremona Musica

iscriviti al gruppo Facebook italianOpera per seguire tutti i post sui partimenti e la scuola napoletana, partecipare alla discussione e contribuire anche tu alla valorizzazione del nostro patrimonio musicale

icona di Facebook

MOZART LA CADUTA DEGLI DEI
La nuova biografia di Mozart

Scuola Napoletana

Cenno storico sulla Scuola Musicale di Napoli

Fu mio primo intento mettermi ad esporre la vita dei maestri compositori di musica, tanto nazionali, quanto stranieri, educati nella Scuola Napoletana.

Scuola napoletana. sala del Conservatorio  San Pietro Maiella a Napoli ove si insegnava l'antica arte dei partimenti

I loro ritratti si trovano in ordine cronologico collocati in bassorilievo nella sala maggiore della Biblioteca del Real Collegio di Musica. Le immagini di quei grandi uomini che viventi riempirono il mondo del loro nomi per l’incanto di ammirevoli produzioni, fermano l’attenzione di chi viene a visitare la Biblioteca, come storia parlante della nostra grandezza musicale. Stanno lì riprodotte anche con lo scopo dì destare l’emulazione nei giovani alunni del Collegio, che con nobile orgoglio potranno ripetere tra sè e sè:

«Qui, dove noi incominciamo, questi sapienti incominciarono: qui, dove ogni giorno avanziamo, essi avanzarono: di qui essi uscirono e corse rapida la loro fama per tutto il mondo. Di qui usciremo anche noi che non ci mostreremo indegni di succedergli.»

E contemplando il cerchio di questo serto immortale, i giovani alunni possono accendere il cuore di quel fuoco sacro che è sempre precursore del genio. Meditando sullo spazio già occupato da questi, spingeranno il pensiero all’avvenire, e nutriranno speranza che nello spazio vuoto che ancora rimane possa trovar posto un giorno anche la loro effigie.

(Cenno storico sulla Scuola Musicale di Napoli di Francesco Florimo liberamente trascritto da Luca Bianchini)


La dedica a Rossini

I volumi di Francesco Florimo, che ci accompagneranno in questo nostro viaggio musicale attraverso la Scuola Napoletana, sono dedicati a Gioachino Rossini.

Rossini, 1865, Carjat

«Io accetterò con gioia e riconoscenza la dedica del vostro lavoro Storico sui Conservatori di Napoli: questo utilissimo lavoro farà molto onore al suo
autore, e renderà lieto colui a cui è dedicato, e che si bea dirsi Vostro per la vita G. ROSSINI.»
Passy de Paris, 15 maggio 1868


La scuola napoletana oggi

Partimenti e Metodo Catemario
I Partimenti a Cremona Musica

iscriviti al gruppo Facebook italianOpera per seguire tutti i post sui partimenti e la scuola napoletana, partecipare alla discussione e contribuire anche tu alla valorizzazione del nostro patrimonio musicale

icona di Facebook

MOZART LA CADUTA DEGLI DEI
La nuova biografia di Mozart

LA SCUOLA NAPOLETANA, DALLA PRATICA ALLA TEORIA

PARTIMENTI

#CremonaMusica2018
#MetodoCatemario #Partimenti

LA SCUOLA NAPOLETANA, DALLA PRATICA ALLA TEORIA 
Fino al 1850 la scuola napoletana studiava la musica dal punto di vista pratico. La teoria era limitata all’essenziale per supportare la pratica musicale, che è preponderante, come nel metodo Catemario. L’insegnamento cominciava da regole semplici, ad esempio cosa suonare sopra una linea melodica d’ottava discendente, o ascendente, e ogni Maestro aveva degli stili suoi da proporre agli allievi. Si procedeva per formule improvvisative. Il basso continuo impone una numerica senza curarsi del contrappunto delle parti e delle imitazioni. I partimenti suggeriscono cosa fare in tutte le parti coinvolte, e sono assai utili ad esempio per comporre anche le fughe. I partimenti sono divisi in sezioni come in un puzzle. Si incastrano liberamente in combinazioni sempre nuove. Potrei decidere di iniziare il Minuetto con una formula, aggiungendone un’altra, poi un’altra ancora che ha insegnato Pergolesi, e una di Cimarosa per finire, in qualsiasi tonalità, variando fin che voglio la melodia nel rispetto della tradizione. In questo modo riuscirei a comunicare efficacemente e ad essere perciò compreso, perché i modelli che uso sono consolidati. Dalla pratica vengono i migliori artisti (stessa cosa vale per il metodo Catemario), dalla pratica viene la teoria e non il contrario. 
#ScuolaNapoletana #BelliEBravi 

La scuola napoletana e il congresso della Società di musicologia

Partimenti

#CremonaMusica2018

#MetodoCatemario #Partimenti

LA SCUOLA NAPOLETANA

Il congresso tenuto in America dalla Società di Musicologia nel 1961 sancì che la scuola napoletana era pure invenzione. Un modo facile ma disonesto d’eliminare una tradizione secolare che è alla base della musica occidentale moderna.

#ScuolaNapoletana #BelliEBravi

Libri per conoscere Mozart

Evento CREMONA MUSICA 2018 (10)

PARTIMENTI
Evento CREMONA MUSICA 2018 (10)
#CremonaMusica2018
#MetodoCatemario #Partimenti
 
 
A Cremona musica, la manifestazione numero 1 al mondo per gli strumenti musicali d’alta gamma, i musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta hanno parlato dell’antica tradizione dei PARTIMENTI
 
(…continua)
 
UN METODO ORIGINALE
Le musiche italiane sono originali perché si reggono sulla tradizione. Hanno una radice comune, per cui ogni artista può sviluppare su medesime strutture diverse musiche e melodie sempre nuove. L’ascoltatore è rassicurato, e la musica piace perché è familiare, e trasmette contenuti condivisi. Si tratta d’un linguaggio che riflette esattamente il periodo in cui è nato. I partimenti erano essenziali per la musica del Settecento. Non insistono sugli accordi ma sull’intreccio delle linee melodiche, secondo la cultura del tempo. Quando nell’Ottocento il sistema dei partimenti è stato sostituito dalla trattatistica teorica, il protocollo di comunicazione che caratterizzava il linguaggio tradizionale ha perso i suoi modelli. Ognuno stabiliva liberamente da autodidatta i suoi parametri, i suoi criteri, e scriveva musica spesso comprensibile solo per lui, o per una cerchia ristretta. Comunicare è condividere, innovare la tradizione è arte, cioè costringere la materia musicale a dire cose nuove.
 
#CremonaMusica #ScuolaNapoletana #BelliEBravi
 
 

Evento CREMONA MUSICA 2018 (9)

PARTIMENTI
Evento CREMONA MUSICA 2018 (8)
#CremonaMusica2018
#MetodoCatemario #Partimenti

A Cremona musica, la manifestazione numero 1 al mondo per gli strumenti musicali d’alta gamma, i musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta hanno parlato dell’antica tradizione dei PARTIMENTI

(…continua)

ARMONIA E CONTRAPPUNTO
Nei partimenti non c’è distinzione tra armonia e contrappunto. Il metodo Catemario non insiste infatti su complicate descrizioni armoniche delle strutture, ma su esempi pratici di realizzazione. Nell’orizzontalità dei suoni è sottintesa la verticalità degli accordi, che s’apprende nel passaggio diretto tra Maestro e allievo. I tedeschi, temendo il vuoto, tendono a produrre melodie partendo dagli accordi, mentre gli italiani avevano tanta fantasia da creare melodie apparentemente semplici che sottintendono combinazioni accordali molto complesse e funzionali al contrappunto.

#CremonaMusica #ScuolaNapoletana #BelliEBravi

http://www.italianopera.org/libri-per-conoscere-mozart/

Evento CREMONA MUSICA 2018 (8)

PARTIMENTI
 

Evento CREMONA MUSICA 2018 (8)

 
#CremonaMusica2018
#MetodoCatemario #Partimenti
 
 
A Cremona musica, la manifestazione numero 1 al mondo per gli strumenti musicali d’alta gamma, i musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta hanno parlato dell’antica tradizione dei PARTIMENTI
 
(…continua)
 
VALIDITÀ DEL SISTEMA
I partimenti e il metodo Catemario sono tecniche che sembrano quasi rifarsi alle botteghe rinascimentali. La tradizione napoletana dei partimenti arretra nel tempo almeno al 1400. Come per i pittori, anche i musicisti con la pratica trasmettono agli allievi il loro artigianato. Più autori contribuiscono a creare le musiche. Non c’è un genio che sgorga dal nulla, non ci sono capolavori piovuti dal cielo. C’è una scuola che è sicuro punto di riferimento per i giovani allievi. Il metodo Catemario unisce tradizione a modernità.
 
#CremonaMusica #ScuolaNapoletana #BelliEBravi
 

Evento CREMONA MUSICA 2018 (7)

PARTIMENTI
Evento CREMONA MUSICA 2018 (7)
#CremonaMusica2018
#MetodoCatemario #Partimenti
 
A Cremona musica, la manifestazione numero 1 al mondo per gli strumenti musicali d’alta gamma, i musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta hanno parlato dell’antica tradizione dei PARTIMENTI
 
(…continua)
 
I PRIMI RUDIMENTI
 
Secondo il metodo Catemario le prime lezioni si basano sull’apprendimento dei rudimenti per poter essere in grado di conoscere un pezzo, che ai tempi di Mozart è un Minuetto, nel sistema odierno una canzone qualunque che contenga un massimo di tre accordi e abbia un ritmo semplice.
 
Da lì si continua con la pratica imparando la struttura di altri pezzi secondo un piano progressivo di difficoltà. Questa fase di apprendimento continua finché l’allievo non è in grado di cantare e accompagnarsi con brani di livello intermedio.
 
Con le onomatopee si sperimentano combinazioni di accompagnamento ritmico più complesse da applicare a qualsiasi brano musicale si voglia poi suonare. Si fa pratica anche di arpeggi e scale, che erano importanti nel sistema dei partimenti, ad esempio la cosiddetta regola dell’ottava.
 
#CremonaMusica #ScuolaNapoletana #BelliEBravi
 
 
 

PARALLELI IN MOZART

PARTIMENTI
Evento CREMONA MUSICA 2018 (6)
#CremonaMusica2018
#MetodoCatemario #Partimenti
 
A Cremona musica, la manifestazione numero 1 al mondo per gli strumenti musicali d’alta gamma, i musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta hanno parlato dell’antica tradizione dei PARTIMENTI
 
(…continua)
 
PARALLELI IN MOZART
Per comprendere il metodo Edoardo secondo l’ottica dei partimenti, si prendano ad esempio i quaderni d’esercizio di Mozart. Il compositore si dice abbia scritto quei pezzi da bambino. In realtà sono esempi di partimenti realizzati, sono canovacci sistemati alla bell’e meglio che servivano al ragazzo per impratichirsi a furia di ripeterli sul cembalo, per improvvisare Minuetti e danze durante i suoi giri di concerti per l’Europa. Persino Leopold Mozart aveva capito quanto i partimenti fossero importanti per il figlio, anche se non era in grado di scriverglieli né di spiegarglieli.
 
Il sistema era riservato e per capire effettivamente come funzionasse occorreva un lungo e faticoso periodo d’apprendistato presso un Conservatorio, o un Maestro italiano. Erano i segreti del mestiere, nel quale gli italiani eccellevano, e dei quali erano molto gelosi. Non esistono testi che spieghino esattamente come si risolvono i partimenti. Tutto è lasciato al rapporto Maestro-alunno e alla tradizione orale. I partimenti di Mozart sono già cristallizzati in piccole composizioni, mentre quelli di scuola italiana sono molto più scarni, su un solo pentagramma, e lasciavano maggiore libertà al compositore. Di Mozart e della scuola del padre parliamo in dettaglio in Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei, parte prima.
 
 
#CremonaMusica #ScuolaNapoletana #BelliEBravi