La famiglia Greco

Figlio d’arte

Gaetano Greco, nato a Napoli nel 1657, fu insegnante di canto, clavicembalo e composizione al Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo. Era figlio d’arte. Il padre Francesco insegnava strumenti a fiato al Conservatorio della Pietà dei Turchini. Suo fratello Rocco, primo violino alla Cappella reale di Napoli, fu invece maestro di violino al Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo.

La formazione

Il giovane Gaetano studiò ai Poveri di Gesù Cristo con Gennaro Ursino e a vent’anni fu eletto mastricello con l’incarico di coadiuvare il maestro in carica. Fu nominato Maestro della Fidelissima Città, prendendo il posto di Provenzale, e nel 1769 assunse la carica di maestro di cappella dei Poveri di Gesù Cristo, e la mantenne sino alla morte, avvenuta nel 1728. Francesco Durante ne prese il posto.

La sua scuola

Tra i suoi studenti si contano alcuni dei più famosi compositori del tempo, ad esempio Leonardo Vinci, Domenico Scarlatti, Giovanni Battista Pergolesi, Nicola Antonio Porpora.

L’opera

Greco fu uno dei più noti e rappresentativi maestri di scuola napoletana, contribuendo con Alessandro Scarlatti allo sviluppo della musica partenopea. Né lui, né il fratello Rocco pare abbiano scritto opere, ma molti dei loro lavori sono andati dispersi. Se di Rocco restano dei duetti per due violoncelli, di Gaetano rimangono centinaia di straordinarie composizioni per tastiera, oltre a quelle vocali di genere sacro. Per clavicembalo, Gaetano ha scritto pezzi celebri, ad esempio le Partite (variazioni) sopra il Ballo di Mantova.

Il M° Fernando De Luca interpreta il Ballo di Mantova di Gaetano Greco

I partimenti di Greco

Agli allievi dei Conservatori napoletani Gaetano Greco lasciò in eredità una serie di partimenti manoscritti. Le sue raccolte sono essenziali perché contengono i primi esempi di realizzazioni effettive, che non somigliano per nulla al Basso continuo, almeno a quello che siamo abituati a vedere.
I partimenti di Greco sono quanto di più misterioso abbia lasciato la tradizione napoletana, perché non hanno numerica, e non c’è suggerimento per come debbano essere interpretati.

Le fonti

Alla furia dei tempi sono sopravvissuti i Partimenti di Greco Gaetano, che cominciano con una serie di cadenze seguite da “Lettioni” (lezioni), e i Partimenti per cembalo del Signor Gaetano Greco.
Resta anche un manoscritto di Intavolature per cembalo e Partimenti di Rocco [?] Greco. Sospettiamo che questo zibaldone, a dispetto dell’intestazione (corretta dal bibliotecario, o da chi per lui in copertina), sia piuttosto da attribuire al fratello Gaetano, perché era lui a insegnare partimenti al Conservatorio. Il testo, infatti, sembra ispirarsi direttamente ai Partimenti di Alessandro Scarlatti.

Qualcuno ha corretto il manoscritto e lo ha attribuito a Gaetano Greco
Qualcuno ha corretto il manoscritto e lo ha attribuito a Gaetano Greco

Le diminuzioni

La fonte manoscritta dei Partimenti di Greco presenta delle diminuzioni (valori più brevi) per il basso, spiegando come ornare le note per riempire la misura. L’idea, a un’analisi di superficie sembrerebbe ripresa da Francesco Gasparini, che ne aveva adottata una simile nell’Armonico pratico al cimbalo. Quel lavoro era stato stampato a Venezia nel 1708. Gasparini spiega le diminuzioni ma dice che sono per gente “bizzarra” e ne sconsiglia l’uso, forse troppo moderno e all’avanguardia per i suoi gusti.

Gaetano Greco e Gasparini a confronto
Francesco Gasparini descrive la pratica “bizzarra” del diminuire i bassi

L’Età dei partimenti

Gaetano Greco supera quella fase di “diffidenza” di Gasparini, amplia il materiale delle diminuzioni, e descrive dettagliatamente con moltissimi esempi come vanno sviluppate le linee melodiche al grave.
L’Età del Basso continuo è per lui definitivamente chiusa e i maestri di Napoli stanno imboccando quella nuova: l’Età dei Partimenti.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


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La famiglia Greco
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Gaetano Greco supera quella fase di "diffidenza" di Gasparini, amplia il materiale delle diminuzioni, e descrive dettagliatamente con moltissimi esempi come vanno sviluppate le linee melodiche al grave. L'Età del Basso continuo è per lui definitivamente chiusa e i maestri di Napoli stanno imboccando quella nuova: l'Età dei Partimenti.
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