Gaetano Donizetti: 1834

Dopo la tiepida accoglienza che Firenze riservò il 27 febbraio a Rosmonda d’Inghilterra la vita di Donizetti ebbe una svolta importante.
Il re di Napoli Ferdinando II, in segno di stima, gli affidò la cattedra di composizione al Reale Collegio di Musica, la più prestigiosa istituzione scolastica del Regno e d’Italia, con la promessa di nominarlo successivente direttore appena avesse lasciato l’incarico l’anziano Zingarelli. Inoltre da Parigi Rossini gli commissionò un’opera per il Thé’tre des Italiens, dove si preparava anche il debutto francese di Bellini con i Puritani.
Intanto Gaetano ottenne in aprile la scrittura per una nuova opera seria, Maria Stuarda, per il San Carlo. Il soggetto derivato dall’omonima tragedia di Schiller, piaceva molto al compositore, che ne aveva visto una versione teatrale a Milano nel 1830. Molto serio era il problema della censura, ma il musicista confidava sull’appoggio del re Ferdinando.
Donizetti si valse per il libretto di un giovanissimo poeta, Giuseppe Bardari, ed è presumibile che collaborò con lui nella stesura del dramma. Purtroppo, dopo vari interventi censori, l’opera per volere del re fu tolta dal cartellone e non venne rappresentata a Napoli fino al 1865, quando ormai erano stati mandati via i Borboni.
Al suo posto fu allestito Buondelmonte, su libretto di Pietro Salatino, adattando parte della musica composta per Maria Stuarda.
L’esito non andò oltre un successo di stima e l’opera restò in scena solo sei serate.

– un nuovo impegno per la Scala –

Donizetti era alla ricerca disperata di un librettista perchè aveva due importanti ingaggi uno a Parigi e uno a Milano che non voleva assolutamente perdere. Si rivolse a Felice Romani, ma da lui non ottenne nulla. Al suo posto accettò la collaborazione di Emanuele Bidéda, che gli formì i testi di Gemma di Vergy e di Marin Faliero. La prima fu rappresentata alla Scala il 26 dicembre con grande successo anche per la vibrante interpretazione del soprano Giuseppina Ronzi de Begnis, mentre la seconda era destinata al Thé’tre des Italiens di Parigi. Gemma di Vergy fu molto popolare in Italia e ispirò ardori patriottici durante i moti risorgimentali del 1848.

Il 31 dicembre Donizetti era in viaggio per Parigi, considerata una tappa fondamentale per la carriera di ogni artista.

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