Gaetano Donizetti: 1833

Jacopo Ferretti fu l’utore del nuovo libretto musicato da Donizetti Il furioso all’isola di San Domingo. La storia s’ispira alla prima parte del Don Chisciotte di Cervantes e consiste in un intreccio romanzesco di elementi seri comici e petetici, ambientato in un paese tropicale con foreste e cicloni. Largo spazio hanno le pagine musicali descrittive che ricreano l’insolita atmosfera tropicale. Il 2 gennaio al Teatro Valle di Roma il successo di pubblico e di critica fu completo anche grazie alla splendida performance dei cantanti, soprattutto del giovane baritono Giorgio Ronconi che univa alla potenza vocale capacità sceniche e di recitazione particolarmente necessarie in un’opera semiseria. In autunno Il furioso all’isola di San Domingo fu richiesto per la riapertura del Teatro Carignano di Torino, mentre il primo ottobre fu allestito alla Scala di Milano dove andò in scena per 36 serate.

– a Firenze –

Il 17 marzo fu accolta con successo anche la seconda opera del 1833, Parisina d’Este che incantò il pubblico della Pergola di Firenze. Accanto a Carolina Ungher e a Domenico Coselli, la parte di Ugo era interpretata dal grande tenore Gilbert Louis Duprez, considerato l’inventore del do di petto, per la sua abitudine ad emettere l’acuto con forza e a piena voce, anzichè dolcemente e in falsetto. A Duprez si deve anche la creazione di uno stile di canto più moderno e particolarmente adatto al repertorio donizettiano, non tanto lirico e contemplativo, quanto drammatico e d’azione.

– Toquato Tasso –

Nella scelta del soggetto e nella stesura del libretto sempre più frequenti sono gli interventi del compositore che spesso si documenta con approfondite letture come dimostra questa sua lettera indirizzata a Mayr:
Indovini cosa scrivo? Il Tasso! Lessi Goethe, Rossini, Goldoni, Duval, Serassi, Zuccala e la ultime cose del Missirini….e da tanti e da tante cose alle quali aggiungo ora quelle del sig. Colleoni ne formo un piano, e da quello un’Opera.
Torquato Tasso venne rappresentato il 9 settembre al Teatro Valle di Roma ottenendo un notevole apprezzamento.

– il trionfo alla Scala –

Con Lucrezia Borgia allestita il 26 dicembre a Milano, Donizetti riuscì a cogliere il suo primo e lusinghiero successo scaligero, destinato ad aumentare di recita in recita, per ben 33 serate.
L’opera fruttò al compositore un onorario di 6.500 lire austriache, che furono ben guadagnate visto tutti i problemi che dovette risolvere. Prima con la censura, poi con la primadonna, il soprano Henriette Méric-Lalande, che pretendeva di concludere l’opera con un pezzo di bravura, poi con l’orchestra che non voleva modificare la sua solita disposizione. Donizetti seppe superare ogni ostacolo ed anche gli orchestrali di posizionarono secondo i suoi desideri: con gli archi al centro in modo da essere il punto di riferimento di tutti gli altri strumenti.

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