Gaetano Donizetti: L’Elisir d’amore

INTRODUZIONE

L’Elisir d’amore è un melodramma giocoso in due Atti, musicato da Gaetano Donizetti nella primavera del 1832, su libretto di Felice Romani, tratto da Le philtre (Parigi, 1831) di Eugène Scribe. L’Elisir d’amore venne rappresentato per la prima volta a Milano, al Teatro alla Canobbiana, il 12 maggio 1832.

LO SPARTITO

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LA PARTITURA

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LA PARTITURA MANOSCRITTA

La partitura manoscritta autografa dell’Atto I è al Conservatorio di Napoli San Pietro a Maiella (Donizetti. Rari 3. 7. 19). La partitura manoscritta autografa dell’Atto II è al Museo Donizettiano di Bergamo (I. 1a. A. a). La partitura manoscritta in due volumi di 390 e 277 cartelle è al Fondo Noseda del Conservatorio di Milano.

IL LIBRETTO

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Libretto: Palermo 1834 pdf-icon
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Libretto: Cremona 1834 pdf-icon
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Libretto: Barcellona 1855 pdf-icon
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PERSONAGGI

Adina – soprano – ricca e capricciosa fittaiuola (Sabine Heinefetter)
Nemorino – tenore – coltivatore, giovane emplice e innamorato (Giovanni Battista Genero)
Belcore – baritono – sergente di guarnigione nel villaggio (Henri Bernard Dabadie)
Il dottor Dulcamara – basso comico – medico ambulante Giuseppe Frezzolini)
Giannetta – soprano – villanella (Marietta Sacchi)
Cori e comparse di villani e villanelle, soldati e suonatori del reggimento, un notaio, due servi e un moro.

LA TRAMA

L’azione è si svolge in un villaggio del paese dei Baschi

Atto I

La vicenda è ambientata alla fine del 1700. Dopo la mietitura, Nemorino, contadino timido e impacciato, ammira da lontano la ricca e capricciosa Adina, e non osa dichiararle il suo amore (Quanto è bella, quanto è cara!). Quando trova il coraggio di farlo, ne riceve un rifiuto (Chiedi all’aura lusinghiera). Arriva al villaggio Dulcamara, un ciarlatano (Udite, udite, o rustici) che, messo al corrente della disperazione di Nemorino, gli offre un elisir magico che gli permetterà di conquistare Adina in meno di ventiquattro ore. Nemorino, più sicuro di sè , innervosisce la ragazza, che per puntiglio decide di sposare il generale Belcore. Egli le chiede almeno di rinviare le nozze d’un giorno, perchè l’elisir abbia effetto.

Atto II

Nemorino, il giorno delle nozze, chiede a Dulcamara una seconda bottiglia di elisir e per pagarla si arruola nell’esercito di Belcore. Nemorino si lusinga intanto d’essere corteggiato da tutte le ragazze del paese. Attribuisce all’Elisir questa novità , senza sapere che suo zio è morto e lo ha lasciato erede di una fortuna. Adina comincia ad amarlo, ora che s’è fatto soldato per lei, e ricompra da Belcore l’atto d’arruolamento, che consegna a Nemorino, dichiarando il proprio amore. Certo merito dell’Elisir è la felice conclusione della vicenda (Viva il grande Dulcamara).

 

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