Il meraviglioso mondo della musicologia

Il meraviglioso mondo della #musicologia

 
La musicologia tedesca riscoprì Mozart come mai nessuno aveva fatto prima, prendendo spunto addirittura da un quadro, e catalogando il foglio dipinto come una sua composizione. È il ritratto di Wolfgang ai tempi del primo viaggio in Italia. Il fanciullo è seduto al cembalo e sul leggio sta in bella mostra uno spartito, ma non è detto che le note siano le sue. Mozart però stava lì nei paraggi e la musica somigliava a una Sonata. Tanto bastò ad attribuirgli la composizione. I Mozart erano passati per Verona. Se fossero vissuti più tardi, e qualcuno li avesse ritratti a Bayreuth, la musicologia tedesca avrebbe potuto attribuire a Wolfgang, al posto della Sonata, un pezzo del Parsifal.
 

Come io per lui

#MozartLaCadutaDegliDei
 
Mozart scrisse al padre nel maggio del 1781 che l’Arcivescovo è un “signore” a Salisburgo ma “qui è un cretino come io lo sono per lui”. Avendo chiesto al principe di essere licenziato, per poter restare a Vienna a lavorare, l’Arcivescovo lo coprì di insulti, rispondendogli che se ne andasse pure.
 

Il Basso Superfluo

Il Basso Superfluo
#BassoContinuo #Partimenti #ScuolaNapoletana #ScuolaVeneta#ScuolaItaliana

Dal 1770 L.Boccherini compone molti trii per violino, viola e violoncello, affidando alla parte grave passaggi difficili e a carattere concertistico tali da escludere qualsiasi accompagnamento. Il quartetto è una Sonata a quattro con due violini, viola e violoncello. Francesco Todeschini nel 1650 fa stampare a Venezia le Correnti, Gagliarde, Balletti et Arie “da sonar con quattro viole, due violini, viola e basso”. Anche Alessandro Scarlatti (1660, 1725) scrive dei quartetti ed alcuni hanno l’indicazione esplicita “senza cembalo”. La precisazione non indica che queste opere siano un caso a parte nella letteratura musicale contemporanea, come dimostra l’opera del Todeschini e di molti compositori, ma sottolinea la preferenza accordata dall’autore ai soli archi. In tali quartetti, come nelle precedenti sonate, le parti sono trattate in modo egualitario, nonostante la preminenza del primo violino. L’accompagnamento è possibile, ma superfluo. Questi brani “senza continuo” per la differenza di gusto tra Italia e Inghilterra sono stampati a Londra nel 1740 con il basso numerato.

La distanza che separa la prassi musicale tedesca, francese, inglese da quella italiana toglie ogni valore agli esempi addotti per dimostrare la pratica obbligatoria e non opzionale del basso continuo.

Luca Bianchini

Per approfondimenti, vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei parte seconda (2017) e Mozart la caduta degli dei parte prima (2016)

novità editoriale

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart il flauto magico, (2018)

Il Raffaello della musica

Razzismo in musica

(pensiero della sera)
Al contrario, i nomi universalmente riconosciuti di pittori, scultori, poeti del passato servirono ai nazisti a dar maggior lustro ai tedeschi, e così Mozart fu soprannominato “il Raffaello”, “lo Shakespeare della musica”. #RazzismoInMusica

Per approfondimenti, vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei parte seconda (2017) e Mozart la caduta degli dei parte prima (2016)

novità editoriale

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart il flauto magico, (2018)

Negrieri

La compagnia di negrieri

Razzismo in musica
 
(Pensiero della sera)
I musicisti non sono esenti dalle brutture di questo mondo. Händel ad esempio possedeva le azioni di una compagnia di negrieri, e le musiche del Messia debbono la loro fortuna anche ai soldi che il Sassone seppe trarre dalla vendita degli schiavi.
Luca Bianchini, Anna Trombetta
 
 

Per approfondimenti, vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei parte seconda (2017) e Mozart la caduta degli dei parte prima (2016)

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Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart il flauto magico, (2018)