Giovanni Paisiello: libretti

di seguito pubblichiamo i libretti in pubblico dominio in formato pdf (man mano che sono disponibili)

R 1.00 La moglie in calzoni (18.2.1764, Modena)
R 1.01 Il ciarlone (12.5.1764, Bologna) – persa
R 1.02 I francesi brillanti (24.6.1764, Bologna)
R 1.03 Madama l’umorista, o Gli stravaganti (26.1.1765, Modena) – persa
R 1.04 L’amore in ballo (carnevale 1765, Venezia S Moisè)
R 1.05 La mascherata delle nozze di Bacco e d’Arianna (11.2.1765, Modena)
I bagni d’Abano (primavera 1765, Parma)
Il negligente (1765, Parma)
Pulcinella vendicato nel ritorno di Marechiaro (1765, Napoli, Teatro Bellini)
R 1.05a Le virtuose ridicole (1765, Parma)
R 1.06 Le nozze disturbate (carnevale 1776, Venezia S Moisè)
R 1.07 Le finte contesse (2.1766, Roma Valle) [Il Marchese di Tulissano?]
R 1.08 La vedova di bel genio (primavera 1766, Napoli, Teatro Nuovo)
R 1.09 Le ‘mbroglie de le Bajasse (carnevale 1767, Napoli) – persa
R 1.09a La serva fatta padrona (estate 1769, Napoli) seconda versione di Le ‘mbroglie de le Bajasse
R 1.10 L’idolo cinese (primavera 1767, Napoli, Teatro Nuovo)
R 1.11 Licenza per L’idolo cinese
R 1.12 Lucio Papirio dittatore, dramma per musica in 3 atti, libretto di Apostolo Zeno (30 giugno 1767, Teatro San Carlo di Napoli)
R 1.13 Il furbo malaccorto (inverno 1767, Napoli, Teatro Nuovo)
R 1.14 Alceste in Ebuda, ovvero Olimpia (20.1.1768, Napoli, Teatro di San Carlo con Anna Maria Strada e Gaetano Majorano)
R 1.15 Le nozze di Peleo e Tetide (31.5.1768, Napoli PR) [Festa teatrale in musica]
R 1.16 Licenza per il Peleo
R 1.17 La luna abitata (estate 1768, Napoli, Teatro Nuovo)
R 1.18 La finta maga per vendetta (autunno? 1768, Napoli, Teatro dei Fiorentini)
R 1.19 L’osteria di Marechiaro (inverno 1768, Napoli, Teatro dei Fiorentini)
R 1.20 La Claudia vendicata (performed as act III of L’osteria 1770, Napoli)
R 1.21 Don Chisciotte della Mancia (estate 1769, Napoli, Teatro dei Fiorentini)
R 1.22 L’arabo cortese (inverno 1769 Napoli, Teatro Nuovo)
R 1.23 La Zelmira, o sia La marina del Granatello (estate 1770 Napoli, Teatro Nuovo)
R 1.24 Le trame per amore, commedia per musica in 3 atti, libretto di Francesco Cerlone (7 ottobre 1770, Teatro Nuovo (Napoli))
R 1.25 Demetrio (Lent 1771, Modena)
R 1.26 Annibale in Torino (16.1.1771, Teatro Regio di Torino diretta da Gaetano Pugnani)
R 1.27 La somiglianza de’ nomi (primavera 1771 Napoli, Teatro Nuovo)
R 1.28 e 1.29 I scherzi d’amore e di fortuna (estate 1771 Napoli, Teatro Nuovo)
R 1.30 Artaserse (26.12.1771 Modena)
R 1.31 Semiramide in villa (carnevale 1772 Roma, Teatro Capranica)
R 1.32 Motezuma (1.1772 Roma, Dame)
R 1.33 La Dardanè (primavera 1772 Napoli, Teatro Nuovo)
R 1.34 Gli amante comici (autunno 1772 Napoli, Teatro Nuovo)
Don Anchise Campanone (1773 Venezia) [rev. Gli amante comici]
R 1.35 L’innocente fortunata (carnevale 1773 Venezia S Moisè)
R 1.36 Sismano nel Mogol (carnevale 1773 Milano, Teatro Regio Ducal)
R 1.37 Il tamburo (primavera 1773 Napoli, Teatro Nuovo) [Il tamburo notturno]
R 1.38 La semplice fortunata (estate 1773, Napoli)
R 1.39 Alessandro nell’Indie (26.12.1773 Modena) – frammento

R 1.40 Andromeda (carnevale 1774 Milano, Teatro Regio Ducale) pdf-icon 
(libretto, Milano, documento pdf, 5 Mb).

R 1.41 Il duello (primavera 1774 Napoli, Teatro Nuovo)
R 1.42 Il credulo deluso (autunno 1774 Napoli, Teatro Nuovo)
R 1.43 La frascatana (autunno 1774 Venezia, S Samuele) [L’infante de Zamora]
R 1.44 Il divertimento dei numi (4.12.1774 Napoli, Reale)
R 1.45 Demofoonte (carnevale 1775 Venezia, S Benedetto)
R 1.46 La discordia fortunata (carnevale 1775 Venezia, S Samuele) [L’avaro deluso]
R 1.47 Le astuzie amorose (primavera 1775 Napoli, Teatro Nuovo)
R 1.48 Socrate immaginario (autunno 1775 Napoli, Teatro Nuovo)
R 1.49 Il gran Cid (3.11.1775 Florence, Teatro La Pergola)
R 1.50 Le due contesse (3.1.1776 Roma, Teatro Capranica in Palazzo alla Valle)
R 1.51 La disfatta di Dario (carnevale 1776 Roma, Teatro Argentina)
R 1.52 Dal finto il vero (primavera 1776 Napoli, Teatro Nuovo)
R 1.53 Il finto spettro (26.12.1776, Mannheim)
R 1.54 Nitteti (28.1.1777 San Pietroburgo)
R 1.55 Lucinda e Armidoro (autunno1777 San Pietroburgo)
R 1.56 Achille in Sciro (6.2.1778 San Pietroburgo)
R 1.57 Lo sposo burlato (24.7.1778 San Pietroburgo)
R 1.58 Gli astrologi immaginari (14.2.1779 San Pietroburgo, Hermitage) [I filosofi immaginari], [Le philosophe imaginaire]
R 1.59 Demetrio (13.6.1779, Tsarskoye Selo)
R 1.60 Il matrimonio inaspettato (1779 Kammenïy Ostrov) [La contadina di spirito]
R 1.61 La finta amante (5.6.1780 Mogilev) [Camiletta]
R 1.62 Alcide al bivio (6.12.1780 San Pietroburgo, Hermitage)
R 1.63 La serva padrona (10?.9.1781 Tsarskoye Selo)
Il duello comico (1782 Tsarskoye Selo) [rev. Il duello]
R 1.64 Il barbiere di Siviglia, ovvero La precauzione inutile (26.9.1782 San Pietroburgo)
R 1.65 Il mondo della luna (1782 Kammenïy Ostrov)
R 1.66 Il re Teodoro in Venezia (23.8.1784 Vienna, Burgtheater) con Michael Kelly (tenore) alla presenza di Wolfgang Amadeus Mozart
R 1.67 Antigono, dramma per musica in 3 atti, libretto di Pietro Metastasio (12.10.1785 Napoli, Teatro di San Carlo con Giacomo David)
R 1.68 L’amor ingegnoso, o sia La giovane scaltra (carnevale 1785 Padua)
R 1.69 La grotta di Trofonio (12.1785 Napoli, Teatro dei Fiorentini)
R 1.70 Olimpiade, dramma per musica in 3 atti, libretto di Pietro Metastasio (20.1.1786 Napoli, Teatro di San Carlo con Luigi Marchesi)
R 1.71 Le gare generose (primavera 1786 Napoli, Teatro dei Fiorentini) [Gli schiavi per amore; Le bon maître, ou L’esclave par amour]
R 1.72 Pirro, dramma per musica in 3 atti, libretto di Giovanni De Gamerra (12.1.1787 Napoli, Teatro di San Carlo con Giacomo David)
Il barbiere di Siviglia, ovvero La precauzione inutile [rev] (1787 Napoli, Teatro dei Fiorentini)
R 1.73 Giunone e Lucina, libretto di Carlo Sernicola (librettista) (8.9.1787 Napoli, Teatro di San Carlo con Giacomo David)
R 1.74 La modista raggiratrice (autunno 1787 Napoli, Teatro
dei Fiorentini) [La scuffiara amante, o sia Il maestro di scuola napolitano; La scuffiara raggiratrice]
R 1.75 Fedra (1.1.1788 Napoli, Teatro di San Carlo con Brigida Giorgi Banti, Girolamo Crescentini e Giacomo David)
R 1.76 L’amor contrastato (carnevale 1789 Napoli, Teatro dei Fiorentini) [L’amor contrastato o sia La molinarella]
R 1.77 Catone in Utica, dramma per musica in 3 atti, libretto di Metastasio (5.2.1789 Napoli, Teatro di San Carlo con la Banti, Crescentini e David)
R 1.78 Nina, o sia La pazza per amore (25.6.1789 Caserta)
R 1.79 I zingari in fiera (21.11.1789 Napoli, Teatro dei Fiorentinio)
R 1.80 Le vane gelosie (primavera 1790 Napoli, Teatro dei Fiorentini)
R 1.81 Zenobia in Palmira (30.5.1790 Napoli, Teatro di San Carlo con la Banti)
La molinara (1790 Vienna) [rev. L’amor contrastato]
Nina, o sia La pazza per amore [rev] (1790 Napoli, Teatro dei Fiorentini)
R 1.82 Ipermestra (6.1791 Padua)
R 1.83 La locanda (16.6.1791 London Pantheon) [La locanda di falcone; Lo stambo in Berlina]
R 1.84 I giuochi d’Agrigento (16.maggio 1792 Venezia, Fenice) pdf-icon
(libretto 1794 Venezia, Teatro la Fenice; documento pdf 5 Mb)

Il fanatico in Berlina (1792 Napoli, Teatro dei Fiorentini) [rev. La locanda]

R 1.85 Il ritorno d’Idomeneo in Creta (autunno 1792 Perugia) – persa
R 1.86 Elfrida (opera) (4.novembre 1792 Napoli, Teatro di San Carlo) [Adevolto] pdf-icon
(libretto, 1796, Venezia, Teatro La Fenice; documento pdf, 5 Mb)

R 1.87 Elvira (12.1.1794 Napoli, Teatro di San Carlo)
R 1.88 Didone abbandonata (4.11.1794 Napoli, Teatro di San Carlo con Domenico Bruni (cantante))
Nina, o sia La pazza per amore [rev 2] (1795 Napoli, Teatro dei Fiorentini)
Chi la dura la vince, commedia per musica in 2 atti, libretto di Saverio Zini (9.6.1797 Teatro alla Scala di Milano S)
R 1.89 La Daunia felice (26.6.1797 Foggia, Palazzo Dogana)
R 1.90 Andromaca (4.11.1797 Napoli, Teatro di S Carlo)
R 1.91 L’inganno felice (1798 Napoli, Teatro dei Fiorentinio)
R 1.92 L’isola disabitata (3.7.1799, Lisbon) – persa
R 1.93 La Pace
R 1.94 Proserpine (28.3.1803 Opéra national de Paris)
R 1.95 Elisa (19.3.1807 Napoli, Teatro di S Carlo) [+ Mayr]
R 1.96 I pittagorici (19.3.1808 Napoli, Teatro di San Carlo con Giovanni Battista Velluti e Gaetano Crivelli)

La musica del sole

La Musica del Sole è un libro scritto dal compositore e direttore d’orchestra Enzo Amato e racconta con tanta passione e rigore la Scuola Musicale Napoletana, descritta nei diversi aspetti che l’hanno resa unica e prestigiosa in tutto il mondo. Il testo, pubblicato dalla casa editrice Controcorrente, è ampio e ben strutturato. Raggruppa in modo intelligente e pratico le informazioni sui Conservatori, sui teatri, sui personaggi, sugli avvenimenti storici.

PER ACQUISTARE IL LIBRO CONTATTA
info@domenicoscarlatti.it

Amato, con la competenza che gli deriva dalla professione musicale e dall’impegno per la riscoperta del nostro patrimonio culturale, sa raccontare i rappresentanti, gli stili, i luoghi di Napoli, attraverso un percorso ragionato della storia della musica dal 1685 circa al 1850, ossia da Provenzale a Mercadante, Zingarelli e Bellini. Si parla di Cimarosa, e di altri celebrati autori, compreso Paisiello, del quale ricorre quest’anno il bicentenario (dalla morte), E di ogni autore, che ha segnato la storia della musica, Amato offre al lettore una descrizione efficace. Dalle radici musicali napoletane hanno preso a svilupparsi tutti i generi, a cominciare dall’Opera seria, a quella buffa, sino alla canzone.

musicadesole

Nella Musica del Sole parla anche di Mozart, il quale s’è rifatto spesso alla tradizione napoletana, senza mostrarsi mai riconoscente per quella serie interminabile di plagi, che segnano molte sue opere, e che hanno fatto la sua fortuna. Enzo Amato riserva una parte del libro a raccontarci il mito di Mozart, che nasce a discapito di tanti compositori napoletani a lui coevi, bravi tanto quanto lui, se non migliori, ma dimenticati per ragioni extra musicali. Mentre ognuno nel mondo esalta Mozart, tanti talenti musicali rimangono sconosciuti quando dovrebbero occupare un posto d’onore nella storia musicale d’Italia.

Il libro di Amato è un ottimo strumento per riscoprire le nostre tradizioni, e accompagna il lettore passo passo alla conoscenza delle nostre meraviglie musicali. Un libro che consiglio per tutti coloro che si interessano al mondo dell’Opera e della musica strumentale italiana.

ENZO AMATO è chitarrista, compositore, direttore d’orchestra. Tra i suoi maestri figurano Stefano Aruta, Marialuisa Anido, Leo Brouwer, Argenzio Jorio, Franco Donatoni e Franco Caracciolo. Ha condotto contemporaneamente studi sul Settecento musicale napoletano riportando alla luce innumerevoli capolavori di questa scuola. Direttore stabile dell’Orchestra da Camera di Napoli.
Nel campo della didattica e della ricerca ha tenuto corsi di Semiotica della Musica presso l’Università Popolare dello Spettacolo di Napoli; ha diretto il Dipartimento Artistico dell’Università Popolare di Caserta e corsi di aggiornamento riconosciuti con decreto dal Ministero della Pubblica Istruzione in Didattica Strumentale dedicato a docenti di Conservatorio e di Scuole Medie Musicali. Tra le sue produzioni discografiche ricordiamo: Sinfonie Napolitane (1998); Insieme (2004); Sinfonie Napolitane (2008).
Ha ricevuto il Premio alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il 1998 e il Premio Internazionale Domenico Cimarosa nel 2012. La sua biografia è presente su Enciclopedia Italiana dei Compositori Contemporanei (Pagano), Enciclopedia della Chitarra (Michelangelo) e Klassik Lexicon di Radio Swiss Classic.

Giovanni Pacini: Lorenzino de’ Medici

presentazione e collegamenti al sito gemello www.italianopera.org

Lorenzino de’ Medici

Lorenzino de’ Medici (Venezia, Teatro La Fenice, 4 marzo 1845)
musica: Giovanni Pacini, libretto: Francesco Maria Piave.immagine di Giovanni Pacini

spartito

frontespizio dello spartito del Lorenzino de' Medici di Giovanni Pacini

testi

copertina del libretto originale del Lorenzino de' Medici di Giovanni Pacini

libretto pdf-icon
(documento pdf, 2.0 Mb)

copertina dell'autobiografia di Giovanni Pacini

Le mie memorie artistiche.pdf-icon
(documento pdf, 3.71 Mb)

mp3

Sinfonia file Mp3
(Mp3 3.6 Mb)
I: Allegro vivace, in mib maggiore, in 2/4.

 

Atto I

Romanza file Mp3
(Mp3 3.1 Mb)
Atto I Scena III: “Ma verrà mel dice il core”, Romanza di Filippo, Largo, Andante affettuoso,

presentazione

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l’opera

“Il vecchio amico Lanari mi officiò proponendomi due contratti, uno per iscrivere l’opera d’ obbligo al gran teatro della Fenice di Venezia per il carnevale 1845, e l’ altro per la primavera dello stesso anno al R. teatro della Pergola di Firenze. In poche parole e senza contratti, con una semplice lettera il tutto fu stabilito, come si soleva fare per lo passato fra galantuomini. Cammarano e Piave furono i miei consoci. Il primo mi approntò il Buondelmonte ed il secondo il Lorenzino de’ Medici. L’esito dei precitati miei due lavori è troppo noto perchè io ne faccia subietto di ragionamento, giacchè con la Saffo e la Medea furono per lungo tempo, ed anche di presente, di quando in quando, rappresentati su tutti i teatri della nostra penisola ed in altri stranieri. La Gazzaniga, quella cara eletta cantante fu la prima Beatrice. La somma Barbieri-Nini, da me qualificata col titolo di prima donna di baule, sostenne la parte di Luisa Strozzi. Mi sia lecito narrare che durante la mia dimora in Vicenza ebbi a soffrire penosissima malattia, per la qual cosa non potei neppure assistere a tutte le prove del mio Loremino de’ Medici. Ebbi peraltro in quella stessa stagione agio di recarmi a Venezia onde porre in iscena la Medea a quel teatro Eretenio, eseguita lodevolmente dalla brava Tavola, dal tenore Miragita e dal baritono Gorini; per cui anche colà la mia vagheggiata figlia ebbe pieno trionfo. Fu in quella circostanza che ebbi l’onore di conoscere, oltre il sig. conte Trizzino, altre, rispettabilissime persone che si compiacquero darmi in appresso prove di immeritata stima. Ebbi in dono dal vecchio impresario Perottini un bellissimo astuccio con oggetti d’ argento per uso di viaggio. — Ritornato dopo otto giorni d’assenza a Venezia, e pensando seriamente ai casi dell’ impresa, che non erano in verità troppo lusinghieri (pel successo non lieto degli spettacoli che fin’ allora erano stati rappresentati) mi disposi a dissipare la procella che me pure minacciava

colpire. Bisognava cercare il modo di porre il pubblico di buon umore. Pensai perciò chiamare in mio soccorso qualcuna delle Castalie sorelle. Officiai pertanto il celebre scenografo Venier perchè volesse stendermi la mano di fraterno aiuto col farmi una scena che colpisse la vista degli spettatori. — Gli spiegai le mie idee. Egli col suo gran genio afferrò di botto il mio concetto, e l’eseguì. Venuta la prima sera dell’andata in iscena del Lorenzino, dopo breve preludio alzatasi la tela, il pubblico proruppe in un grido generale di plauso, e chiamò il Venier per ben tre volte all’onore del proscenio. Seguiva un coro d’introduzione che per la sua gaiezza piacque non poco, e fece verificare non Solo l’antico adagio

Chi ben comincia è alla metà dell’opera:

ma mi portò ben anco in porto a vele gonfie.

Il fortunato incontro del Lorenzino mi procurò in quell’ istesso anno oltre il contratto pel carnevale 1848, come dirò in seguito, la somma onoranza di esser prescelto dall’ illustre accademia del teatro Olimpico di Vicenza per musicare i Cori della famosa tragedia di Sofocle, V Edipo, tradotta dall’ insigne Bellotti, verseggiata dal non men chiaro signor conte Cabianca.” (Giovanni Pacini, Le mie memorie artistiche, Guidi, Firenze 1865, p.111)

Donizetti: Lieder

collegamenti ai testi dei Lieder sul sito gemello www.italianopera.org

Lieder

A mezzanotte”
di Anonimo
“Ah rammenta o bella Irene”
di Pietro Metastasio (1698-1782)
“Amiamo”
di Anonimo
“Amor marinaro”
di Anonimo
“Amor, ch’a nullo amato”
di Dante Alighieri (1265-1321)
“Amor, voce del cielo”
di Leopoldo Tarantini (1811-1882)
“Amore e morte”
da “Odi di un uom che muore”
di Giovanni Antonio Luigi Redaelli (1785-1815)
“Au tic-tac des castagnettes”
di Anonimo
“Berceuse”
di Anonimo
“Che cangi tempra”
di Anonimo
“Che vuoi di piú?”
di Carlo Guaita
(opus duet)
“Depuis qu’une autre a su te plaire”
di Anonimo
“È più dell’onda instabile”
di Anonimo
“Eterno Amore e Fè”
di Anonimo
“Giovanna Grey”
di Anonimo
“I bevitori”
di Leopoldo Tarantini (1811-1882)
“Il barcaiuolo”
di Leopoldo Tarantini (1811-1882)
“Il crociato”
di Carlo Guaita
“Il giglio e la rosa”
di Pietro Metastasio (1698-1782)
“Il giuramento”
di Michele Palazzolo
“Il mio ben m’abbandonò”
di Anonimo
“Il pescatore”
di Anonimo
“Il trovatore in caricatura”
di Lorenzo Borsini (1800-1855)
“La conocchia”
di Anonimo
“La gondola”
di Anonimo
“La lontananza”
di Anonimo
“La ninna nanna”
di Achille de Lauzières (1800-1875)
“La torre di Biasone”
di Leopoldo Tarantini (1811-1882)
“La zingara”
di Anonimo
“L’alito di Bice”
di Francesco Puoti
“L’amante spagnuolo”
di Leopoldo Tarantini (1811-1882)
“Lamento per la morte di Bellini”
di Andrea Maffei (1798-1885)
“L’amor funesto”
di Gustave Vaèz (1812-1862)
“L’aurora”
di Leopoldo Tarantini (1811-1882)
“Le crépuscule”
da “L’aube naît, et ta porte est close”
di Vicomte Victor Marie Hugo (1802-1885)
“Le petit montagnard”
di Anonimo
“Leonora”
di Anonimo
“Les yeux noirs et les yeux bleus”
di Étienne Monnier
“L’ora del ritrovo”
di Carlo Guaita
“Lu trademientu”
di Anonimo
“Me voglio fà ‘na casa miez’ ‘o mare”
di Anonimo
“Non amerò che te!”
di Anonimo
“Occhio nero incendiator”
di Anonimo
“Ov’è la voce magica”
di Anonimo
“Peace on Earth”
da “What means this glory round our feet”
di James Russell Lowell (1819-1891)
“Romanza moresca”
di Anonimo
“Se a te d’intorno scherza”
di Anonimo
“Sì o no”
di Michele Palazzolo
“Sovra il campo della vita”
di Anonimo
“Spirto gentil”
di Eugène Scribe (1791-1861)
(opus formed 1840, from La Favorita)
“Sull’onda cheta e bruna”
di Anonimo
“Sull’onda tremola”
di Anonimo
“Ti sento, sospiri”
di Pietro Metastasio (1698-1782)
“Tu mi chiedi s’io t’adoro”
di Anonimo
“Un guardo ed una voce”
di Michele Palazzolo
“Viva il matrimonio”
di Leopoldo Tarantini (1811-1882)

Donizetti: Libretti

Collegamenti ai libretti su www.italianopera.org con integrazioni e aggiunte.

libretti

Pigmalione (1816)
» libretto
Olimpiade (1817)
» libretto
L’ira di Achille (1817)
» libretto
Enrico di Borgogna (1818)
» note
Una follia (1818)
» libretto
I piccioli virtuosi ambulanti (1819)
» libretto
Pietro il Grande zar di tutte le Russie ossia Il Falegname di Livonia (1819)
» libretto
Le nozze in villa
(1820)
» libretto
Zoraida in Granata (1822)
» libretto
La Zingara (1822)
» libretto
La Lettera Anonima (1822)
» libretto
Chiara e Serafina ossia Il Pirata (1822)
» libretto
Alfredo il Grande (1823)
» libretto
Il fortunato inganno (1823)
» libretto
L’ajo nell’imbarazzo o Don Gregorio (1824)
» libretto
Emilia di Liverpool (1824)
» libretto
Alahor in Granata (1826)
» libretto
Elvida (1826)
» libretto
Gabriella di Vergy (1826)
» libretto
Olivo e Pasquale (1827)
» libretto
Otto mesi in due ore (1827)
» libretto
Il borgomastro di Saardam (1827)
» libretto
Le convenienze e inconvenienze teatrali (1827)
» libretto
L’esule di Roma o Il Proscritto o Settimio il Proscritto (1828)
» libretto
Alina regina di Golconda (1828)
» libretto
Gianni di Calais (1828)
» libretto
Il Paria (1829)
» libretto
Il giovedì grasso o Il nuovo Pourceaugnac
(1829)
» libretto
Il castello di Kenilworth (1829)
» libretto
I pazzi per progetto (1830)
» libretto
Il Diluvio Universale (1830)
» libretto
Imelda de’ Lambertazzi (1830)
» libretto
Anna Bolena (1830)
» libretto
Gianni di Parigi (1831)
» libretto
Francesca di Foix (1831)
» libretto
La romanziera e l’uomo nero (1831)
» libretto
Fausta
(1832)
» libretto
Ugo conte di Parigi (1832)
» libretto
L’Elisir d’amore (1832)
» libretto
Sancia di Castiglia (1832)
» libretto
Il furioso all’isola di San Domingo (1833)
» libretto
Parisina d’Este o Parisina (1833)
» libretto
Torquato Tasso (1833)
» libretto
Lucrezia Borgia (1833)
» libretto
Rosmonda d’Inghilterra (1834)
» libretto
Maria Stuarda (1834)
» libretto
Buondelmonte (1834)
» libretto
Gemma di Vergy (1834)
» libretto
Marin Faliero (1835)
» libretto
Lucia di Lammermoor (1835)
» libretto
Belisario (1836)
» libretto
Il campanello (1836)
» libretto
Betly (1836)
» libretto
L’Assedio di Calais (1836)
» libretto
Pia de’ Tolomei (1837)
» libretto
Roberto Devereux o Il conte d’Essex (1837)
» libretto
Maria de Rudenz (1838)
» libretto
Poliuto (1838)
» libretto
Il duca d’Alba (1839 – 1842)
» libretto
La Figlia del Reggimento (1840)
» libretto
Les martyrs (1840)
» libretto
La favorita (1840)
» libretto
Adelia (1841)
» libretto
Rita ou le mari battu (1841)
» libretto
Maria Padilla (1841)
» libretto
Linda di Chamounix (1841)
» libretto
Caterina Cornaro (1843)
» libretto
Don Pasquale (1843)
» libretto
Maria di Rohan o il Conte di Chalais (1843)
» libretto
Don Sebastiano, re di Portogallo (1843)
» libretto
La fidanzata (1843)
» libretto

Giovanni Paisiello

Giovanni Paisiello è nato a  Taranto il 9 maggio 1740 ed è morto a Napoli il 5 giugno 1816. Compositore italiano; fu uno dei massimi protagonisti della musica del Settecento.

Quest’anno ricorre il bicentenario dalla morte. ItalianOpera lo celebra in queste pagine, a cominciare da qui.
Luca Bianchini, membro del comitato scientifico per le celebrazioni di Giovanni Paisiell, racconta qualcosa della sua vita, commenta alcuni dei suoi lavori, riassume i libretti allegandoli agli articoli, insieme a qualche partitura e ai frontespizi delle opere.

Paisiello è considerato una delle maggiori glorie della musica. Egli nacque a Taranto il 9 maggio 1741. Il padre faceva il veterinario e aveva destinato il figlio agli studi legali. Giovanni fu mandato a studiare al Collegio dei Gesuiti. Guarducci, Maestro di cappella della chiesa dei Cappuccini, rimasto colpito dalla voce di Paisiello e dalle capacità musicali, gli diede da cantare a memoria alcune parti solistiche. Molto soddisfatto dei risultati, consigliò i genitori di mandarlo a Napoli a studiare musica. Il padre, rinunciando a farne un avvocato, accettò la proposta, e così Paisiello poté iniziare l’esperienza di collegiale a Napoli frequentando il Conservatorio di Sant’Onofrio. Quell’istituzione a quel tempo era diretta da Francesco Durante, celebrato compositore, che non tardò ad accorgersi delle doti dell’allievo, che dopo cinque anni di pratica divenne primo “ripetitore”, con il compito d’insegnare musica ai compagni. Negli anni successivi egli compose Messe, Salmi, Mottetti, Oratori, e già nel 1763 un intermezzo che fu eseguito dai suoi colleghi nel piccolo teatro del Conservatorio di Sant’Onofrio. Il successo del lavoro gli valse commissioni di nuove Opere per il teatro di Bologna. Al teatro Marsigli furono eseguite nel 1763 la Pupilla e il Mondo alla rovescia, oltre ai Francesi brillanti, stando alla biografia di Folchino Schizzi.
Schizzi (1833, 28)

Folchino Schizzi, Della vita e degli studi di Giovanni Paisiello, ragionamento del conte Folchino Schizzi, Gaspare Truffi, Milano, 1833
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(documento pdf, 27 Mb)

(Luca Bianchini)

(segue)

Muzio Clementi

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Prima di seguire le tappe biografiche, vediamo qui di seguito l’importanza di Clementi e gli influssi che ebbe la sua musica sui contemporanei. Il compositore fu in rapporto con tutti i più famosi musicisti. Quando Haydn cominciava ad aver successo in Inghilterra, Clementi era uno dei maggiori sinfonisti. Con Beethoven ci furono contatti editoriali. Anche dopo che lo conobbe continuò a comporre Sinfonie. Se non ebbero lo stesso successo postumo, non fu dovuto a ragioni musicali. I gusti dei borghesi che scimmiottavano i nobili erano regolati da pochi personaggi. Le figure dei geni erano costruite a tavolino. Una percentuale esigua di nobili controllava il mercato musicale (una ventina di persone ad esempio in tutta Vienna) e metteva a disposizione dei propri campioni orchestre e fondi. Clementi non subì che influenze piuttosto esigue da Beethoven, il quale cominciò ad essere famoso quando Clementi era arcinoto e aveva già superato la mezza età.

“Non esiste alcuna prova che egli dovesse qualcosa a Beethoven nella sua ultima musica per pianoforte”.
(Plantinga, 1977, 305)

Le Sonate più avanzate e le Sinfonie erano già in lavorazione quando Beethoven cominciò a calcare la scena viennese, e a quel tempo lo stile di Clementi era già inconfondibilmente formato.
Non è tanto importante la questione dell’influenza dei compositori viennesi sulla musica di Clementi, quanto il contrario. Mozart, dopo averlo insultato (definendolo “ciarlattano come tutti gli italiani”), oltre a plagiarne la musica (ad esempio la Sonata Op.24 n.2), ne imitò le ottave spezzate nei Concerti K.466, K.488 ecc.
Clementi era la più grande celebrità pianistica di quel tempo.

“I Movimenti lenti del Trio con pianoforte in mib maggiore di Mozart K.502 (1786) adoperano i medesimi materiali della Sonata op.9 n.1 di Clementi (1783)”.
PLANTINGA (1977, 306)

K.502

Larghetto (incipit) K.502

op.9 n.1

Clementi - Adagio cantabile della Sonata Op.9 n.1

Il Motivo iniziale del primo Movimento del K.502 si ritrova nel medesimo Adagio della Sonata Op.9 n.1 di Clementi (il movimento per terze in fondo primo rigo qui sotto con il cromatismo mib-mi♮, poi le seste del rigo successivo). Mozart non ha dovuto neppure modulare, perché la sezione è già in sib maggiore.

K.502

Larghetto (incipit) K.502

op.9 n.1

Clementi - Adagio cantabile della Sonata Op.9 n.1

Non è solo Mozart a dover molto a Clementi. John Shedlock pubblicò un libro sulle Sonate nel 1895, definendo Clementi precursore di Beethoven. Poiché Clementi visse nella medesima epoca del bonnense è semmai da considerare Beethoven un eccellente imitatore. Non c’è ragione di chiamare un’età che è di Clementi, e di altri musicisti, cechi, slavi, francesi ecc., “l’età di Beethoven” (titolo infelice di un libro di storia della musica della Feltrinelli). Così facendo si stravolge il senso degli influssi.
Il volume sulla Sonata di Shedlock ha il merito d’essersi occupato di Clementi evidenziando le somiglianze stilistiche tra Clementi e Beethoven, “in un periodo in cui era di moda dichiarare che solo Haydn e Mozart avevano avuto qualcosa da insegnare a Beethoven”. PLANTINGA (1977, 307).

Shedlock, The Pianoforte Sonata, 1843-1919 pdf-icon 
(documento pdf, 6 Mb)

Tenendo conto che il contributo di Andrea Luchesi, come insegnante di Beethoven è stato sminuito per interessi politici (essendo italiano), e che ad esempio le Sinfonie di Anton Eberl (1765-1807) erano a volte preferite a quelle di Beethoven (quella in mi bemolle fu eseguita insieme all’Eroica di Beethoven il 7 aprile 1805 e piacque meritatamente di più), o che le Sonate di Václav Jan Dusík (1760-1812) erano più all’avanguardia delle sue (altrettanto belle, o forse di più), anche il fatto dell’oblio di Clementi rientra nella sciagurata moda musicologica d’inventarsi dei miti per ragioni un tempo soprattutto nazionalistiche, oggi più che altro commerciali.

(Luca Bianchini)

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Muzio Clementi

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Dei primi anni della vita di Clementi non si sa con esattezza. A inizio del secolo scorso non si conosceva neppure l’anno di nascita. Carlo Gervasoni nella Nuova Teoria di Musica del 1812, ancor vivo l’autore, lo fa nascere nel 1746.

Carlo Gervasoni, Nuova Teoria di Musica, Parma 1812, pp.119-120 pdf-icon 
(documento pdf, 151 K)

Negli archivi vaticani finalmente s’è trovato l’atto di battesimo. Clementi nacque il 23 gennaio 1752, il maggiore di sette figli dell’argentiere Niccolò Clementi (1720-1789) e della sua seconda moglie Magdalena. Tra le prime pubblicazioni a segnalare l’anno giusto è la Nuova Enciclopedia Popolare del 1843 (Clementi è morto da più di dieci anni).

Nuova Enciclopedia Popolare, Torino 1843, pp.1069-1070 pdf-icon 
(documento pdf, 151 K)

Dei fratelli sopravvissero all’infanzia solo quattro: Catarina (1749-?), figlia della prima moglie, Gaetano (1757-1806), che fu anch’egli musicista, Maria Luigia (1759-?), Regina (1764-?).

Clementi cominciò molto presto i suoi studi. Il padre, vedendolo molto dotato, scelse per lui i migliori insegnanti. Antonio Boroni, allievo di padre Martini, fu il suo primo Maestro. Gli Schizzi biografici di Parker accennano a Boroni nel 1824 (Nel testo la data di nascita è invertita, da 1752 a 1725).

John Parker, A Musical Biography: Or Sketches of the Lives and Writings of Eminent Musical Characters, Boston 1824, pp.123-128
pdf-icon 
(documento pdf, 244 K)

Antonio Boroni (1738-1792) era insegnante di prim’ordine. Sarà nominato Maestro di cappella a Soccarda, per succedere a Niccolò Jommelli (1714-1774), e poi nel 1778 diverrà Maestro di cappella della Basilica di San Pietro. Nelle prime biografie si dice che Boroni fosse parente di Clementi, ma non è notizia sicura. Il piccolo cominciò a solfeggiare, poi fu affidato all’organista Giovanni Battista Cordicelli (17??-17??) per apprendere il Basso continuo. A nove anni fu nominato organista. A undici seguì le lezioni del cantante Giuseppe Santarelli (1710-1790). A dodici studiava contrappunto con Gaetano Carpani (1692-1785), che le fonti inglese storpiano in Carpini. Fu allora che egli scrisse una Messa a 4 voci, o forse un Oratorio (la musica è perduta).

Clementi non era celebre solo per le Sonate pianistiche, ma anche per la musica da camera, e ad esempio per le Sinfonie che hanno fatto scuola (l’età di Clementi).

Clementi: Sinfonia in sib maggiore, parti separate, Parigi  pdf-icon 
(documento pdf, 4.8 Mb)

La musica orchestrale è originalissima (si provi ad ascoltare su Youtube la terza Sinfonia in sol maggiore WoO 34). A qualcuno ricorda addirittura Brahms anche se lo stile è tipicamente italiano. Beethoven ha imparato da lui. L’armonia non è mai esagerata, ma lascia sempre cantare le parti. Clementi gioca con il contrappunto con facilità, che certo gli sarà costata un enorme fatica in studi e preparazione, già dagli anni d’apprendistato con Boroni, Cordicelli e Carpani.

(Luca Bianchini)

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Muzio Clementi

Clementi è un autore meno conosciuto di quel che meriterebbe. Su Youtube si incontrano solo o quasi le Sonatine Op.36:

C.F. Peters: 12 Sonatine, Lipsia 1850 pdf-icon 
(documento pdf, 6 Mb)

E i pianisti lo ricordano per il Gradus ad parnassum:

C.F. Peters: Gradus ad parnassum, Lipsia 1868 pdf-icon 
(documento pdf, 32 Mb)

Di solito si cita la competizione tra Clementi e Mozart, e si ritiene a torto che l’abbia vinta Mozart.

MuzioClementi
Ritratto di Muzio Clementi, 1810, gesso nero e sanguigna, 54 x 42.5, Galleria Tret’jakov, Mosca.

 

Di rado la sua musica appare nei programmi da concerto. Eppure quand’era vivo Clementi era più famoso di Mozart. Com’è possibile sia stato dimenticato così in fretta?

La rivalutazione di Clementi era cominciata con la “Memoria del Signor Clementi”, Quarterly Musical Magazine and Review, 1820, pp.308-316:

Memoir of Mister Clementi, Quarterly Musical Magazine and Review, 1820, pp.308-316 pdf-icon 
(documento pdf, 900 K)

ripresa in altre pubblicazioni successive (1827, 1833):

Dictionary of Musicians, Londra 1827, pp.160-165 pdf-icon 
(documento pdf, 500 K)

The Annual Biography And Obituary, Londra 1833, pp.86-97 pdf-icon 
(documento pdf, 500 K)

Dopo la biografia che Max Unger (1883-1959) pubblicò nel 1914, intitolata Muzio Clementis Leben, si scoprirono nuovi documenti riguardanti Clementi.

Riccardo Allorto tentò di ordinare le opere di Clementi pubblicando nel 1959 un catalogo tematico, purtroppo zeppo di errori. Anche Alan Tyson provò a metterci mano, scrivendo nel 1967 un’altra lista rispettosa della numerazione originale.

Le composizioni di Clementi, la maggior parte per tastiera, erano molto diffuse già quand’era in vita il compositore, e molte erano pirata. A seconda degli editori, per ogni lavoro possono esserci quindi diversi numeri d’opera, ed è difficile venirne a capo. Le Oeuvres complettes pubblicate da Breitkopf & Hartel tra il 1803 e il 1819 non erano state complete, come prometteva il titolo, ma neppure accurate. Seguirono tante edizioni: quelle Peters del 1909 raccolgono ad esempio 24 Sonate più famose..

C.F. Peters: Sonate vol.1, Lipsia 1909 pdf-icon 
(documento pdf, 6 Mb)

C.F. Peters: Sonate vol.2, Lipsia 1909 pdf-icon 
(documento pdf, 6 Mb)

C.F. Peters: Sonate vol.3, Lipsia 1909 pdf-icon 
(documento pdf, 6 Mb)

C.F. Peters: Sonate vol.4, Lipsia 1909 pdf-icon 
(documento pdf, 5 Mb)

(Luca Bianchini)

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Gaetano Donizetti: Il giovedì grasso

INTRODUZIONE

Il giovedì grasso o Il nuovo Pourceaugnac è una farsa in un Atto musicata da Gaetano Donizetti tra il 1828 e il 1829 su libretto di Domenico Gilardoni, tratto dal vaudeville Le nouveau Pourceaugnac (Parigi, 1817) di Eugène Scribe e Charles Gaspard Delestre Poirson. Il giovedì grasso venne rappresentato per la prima volta a Napoli, al Teatro del Fondo, il 26 febbraio 1829.

LA PARTITURA MANOSCRITTA

La partitura manoscritta autografa è all’Accademia Musicale di Siena.

IL LIBRETTO

Libretto TXT_icon
(documento di testo, 24 K)

PERSONAGGI

Solisti della prima rappresentazione a Napoli, al Teatro del Fondo, il 26 febbraio 1829:
Colonnello – baritono – il burbero padre (Giovanni Battista Campagnoli)
Nina – soprano – la sua timida figlia (Adelaide Commelli Rubini)
Teodoro – tenore – timidissimo e sempre incerto giovane ufficiale innamorato di Nina e da lei corrisposto Giovanni Arrigotti)
Ernesto Rousignac – tenore – uomo di spirito che si finge sciocco, promesso sposo di Nina (Giovanni Battista Rubini)
Sigismondo – buffo – travestito da Monsieur Piquet (Luigi Lablache)
Camilla – mezzosoprano – madama Piquet, sua moglie (Maria Carraro)
Stefanina – soprano – ingenua cameriera (Rosalinda Grossi)
Cola – basso – vecchio servo di Sigismondo (Giovanni Pace)

LA TRAMA

L’azione si svolge in casa del colonnello, in un paese di villeggianti nei pressi di Parigi

Atto unico

Il colonnello promette a Ernesto la mano della figlia, ma lei ama il giovane Teodoro. Sigismondo e Camilla, preso spunto dal Pourceaugnac di Moliè re, vogliono aiutarla, fingendosi lui avvocato, lei l’amante tradita e abbandonata da Ernesto. Ernesto è al corrente della burla e sta al gioco, fingendo anzi di riconoscere Camilla. Sigismondo è geloso, ma ogni equivoco infine è sciolto e il colonnello acconsente alle nozze di Nina con Teodoro.

Tutti
Il fanciullo vezzosetto
tiene impero universale
contrastar con lui non vale.
viva, viva il carnevale
che l’amore fa brillar.
FINE