Baldassarre Galuppi

Stavolta il pensiero va a Baldassarre Galuppi (1706-1785) che Torrefranca, visto che siamo in tema, metteva tra i classici. E anch’io lo considero un classico.

Baldassarre Galuppi, Andantino dalla Sonata V in do maggiorepdf-icon
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“Lo spirito di questi musicisti tenta tutte le corde dello strumento, quasi fosse uno strumento nuovo, per riconoscere il suono di ciascuna, per rintracciare tutte le possibilità ritmiche che una struttura equilibrata, spontanea e naturale può permettere, per studiare persino la tenuta del suono, la rispondenza degli echi intensi, gli appigli a ogni più nuova libertà, ad ogni più libero corso e ricorso dell’ispirazione, mentre il senso dell’orchestra anima sempre più le composizioni.” (Torrefranca, 1930, p.138)

 

Platti: la forma Sonata nel Settecento

Vorrei parlare delle Sonate italiane del Settecento cominciando a presentare un quasi ignoto: Giovanni Battista Platti (Padova, 9 luglio 1697 – Würzburg, 11 gennaio 1763).  Fausto Torrefranca per primo ha individuato nella struttura degli Allegri delle Sonate per clavicembalo la forma della Sonata moderna, con esposizione e ripresa separate da un sviluppo.

(analisi a pag 80 delle Origini italiane del Romanticismo musicale)

Ma le nostre scuole cosa insegnano? Possibile che nessuno sappia che Platti ha composto meraviglie come questo Concerto per oboe:

Toglieteci il cembalo all’accompagnamento, che in Italia non si usava nel Settecento come si faceva in Germania , e ci trovate il Concerto Classico già fatto.

Provate ad ascoltare questo Concerto per tastiera realizzato con il pianoforte, e già cambia aspetto, visto che siamo abituati ad ascoltare il pianoforte per la musica classica.