ricerca


La musica del sole

La Musica del Sole è un libro scritto dal compositore e direttore d’orchestra Enzo Amato e racconta con tanta passione e rigore la Scuola Musicale Napoletana, descritta nei diversi aspetti che l’hanno resa unica e prestigiosa in tutto il mondo. Il testo, pubblicato dalla casa editrice Controcorrente, è ampio e ben strutturato. Raggruppa in modo intelligente e pratico le informazioni sui Conservatori, sui teatri, sui personaggi, sugli avvenimenti storici.

PER ACQUISTARE IL LIBRO CONTATTA
info@domenicoscarlatti.it

Amato, con la competenza che gli deriva dalla professione musicale e dall’impegno per la riscoperta del nostro patrimonio culturale, sa raccontare i rappresentanti, gli stili, i luoghi di Napoli, attraverso un percorso ragionato della storia della musica dal 1685 circa al 1850, ossia da Provenzale a Mercadante, Zingarelli e Bellini. Si parla di Cimarosa, e di altri celebrati autori, compreso Paisiello, del quale ricorre quest’anno il bicentenario (dalla morte), E di ogni autore, che ha segnato la storia della musica, Amato offre al lettore una descrizione efficace. Dalle radici musicali napoletane hanno preso a svilupparsi tutti i generi, a cominciare dall’Opera seria, a quella buffa, sino alla canzone.

musicadesole

Nella Musica del Sole parla anche di Mozart, il quale s’è rifatto spesso alla tradizione napoletana, senza mostrarsi mai riconoscente per quella serie interminabile di plagi, che segnano molte sue opere, e che hanno fatto la sua fortuna. Enzo Amato riserva una parte del libro a raccontarci il mito di Mozart, che nasce a discapito di tanti compositori napoletani a lui coevi, bravi tanto quanto lui, se non migliori, ma dimenticati per ragioni extra musicali. Mentre ognuno nel mondo esalta Mozart, tanti talenti musicali rimangono sconosciuti quando dovrebbero occupare un posto d’onore nella storia musicale d’Italia.

Il libro di Amato è un ottimo strumento per riscoprire le nostre tradizioni, e accompagna il lettore passo passo alla conoscenza delle nostre meraviglie musicali. Un libro che consiglio per tutti coloro che si interessano al mondo dell’Opera e della musica strumentale italiana.

ENZO AMATO è chitarrista, compositore, direttore d’orchestra. Tra i suoi maestri figurano Stefano Aruta, Marialuisa Anido, Leo Brouwer, Argenzio Jorio, Franco Donatoni e Franco Caracciolo. Ha condotto contemporaneamente studi sul Settecento musicale napoletano riportando alla luce innumerevoli capolavori di questa scuola. Direttore stabile dell’Orchestra da Camera di Napoli.
Nel campo della didattica e della ricerca ha tenuto corsi di Semiotica della Musica presso l’Università Popolare dello Spettacolo di Napoli; ha diretto il Dipartimento Artistico dell’Università Popolare di Caserta e corsi di aggiornamento riconosciuti con decreto dal Ministero della Pubblica Istruzione in Didattica Strumentale dedicato a docenti di Conservatorio e di Scuole Medie Musicali. Tra le sue produzioni discografiche ricordiamo: Sinfonie Napolitane (1998); Insieme (2004); Sinfonie Napolitane (2008).
Ha ricevuto il Premio alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il 1998 e il Premio Internazionale Domenico Cimarosa nel 2012. La sua biografia è presente su Enciclopedia Italiana dei Compositori Contemporanei (Pagano), Enciclopedia della Chitarra (Michelangelo) e Klassik Lexicon di Radio Swiss Classic.

Donizetti: descrizione delle Opere

collegamento alla descrizione delle Opere di Donizetti sul sito gemello www.italianopera.org

descrizione delle Opere

partiture, libretto, trama, protagonisti, solisti della prima, commenti, immagini

Pigmalione (1816), dramma in un Atto di Antonio Simone Sografi
Olimpiade (1817), opera seria incompiuta su libretto del Metastasio

L’ira di Achille (1817), opera in un Atto su libretto di anonimo
Enrico di Borgogna (1818), opera semiseria in due Atti su libretto di Bartolomeo Merelli
Una follia (1818), farsa in 1 Atto su libretto di Bartolomeo Merelli
I piccioli virtuosi ambulanti (1819), opera buffa in un Atto

Pietro il Grande zar di tutte le Russie ossia Il Falegname di Livonia (1819), melodramma burlesco in due Atti di Gherardo Bevilacqua Aldobrandini. p.r. Teatro S. Samuele, 26 dicembre 1819
Le nozze in villa (1820), opera buffa in due Atti su libretto di Bartolomeo Merelli. p.r. Mantova, Teatro Vecchio, 1820

Zoraida in Granata (1822), melodramma eroico in due Atti di Bartolomeo Merelli, rifatto da Jacopo Ferretti. p.r. Roma, Teatro Argentina, 28 gennaio 1822

La Zingara (1822), melodramma semiserio in due Atti di Andrea Leone Tottola. p.r. Napoli, Teatro Nuovo, 12 maggio 1822

La Lettera Anonima (1822), farsa in un Atto di Giulio Genoino. p.r. Napoli, Teatro del Fondo, 29 giugno 1822

Chiara e Serafina ossia Il Pirata (1822), melodramma semiserio in due Atti di Felice Romani. p.r. Milano, Teatro alla Scala, 26 ottobre 1822

Alfredo il Grande (1823), melodramma serio in due Atti di Andrea Leone Tottola. p.r. Napoli, San Carlo, 2 luglio1823

Il fortunato inganno (1823), dramma giocoso per musica in due Atti di Andrea Leone Tottola. p.r. Napoli, Teatro Nuovo, 3 novembre 1823

L’ajo nell’imbarazzo o Don Gregorio (1824), melodramma giocoso in due Atti di Jacopo Ferretti. p.r. Roma, Teatro Valle, 7 gennaio 1824

Emilia di Liverpool (1824), dramma semiserio in due Atti di Giuseppe Ceccherini. p.r. Napoli, Teatro Nuovo, 28 luglio 1824

Alahor in Granata (1826), dramma per musica in due Atti di ignoto M.A. p.r. Palermo, Teatro Carolino, 7 gennaio 1826
Il castello degli invalidi (1826), si conosce solo il titolo

Elvida (1826), dramma per musica in un Atto di Giovanni Schmidt. p.r. Napoli, Teatro San Carlo, 6 luglio 1826

Gabriella di Vergy (1826), opera seria in tre Atti da un precedente libretto di Andrea Leone Tottola. p.r. Napoli, Teatro San Carlo, 29 novembre 1869, rifacimento di G.Puzone e P.Serrao

Olivo e Pasquale (1827), melodramma giocoso in due Atti di Giacomo Ferretti. p.r. Roma, Teatro Valle, 7 gennaio 1827

Otto mesi in due ore (1827), melodramma romantico in tre parti di Domenico Gilardoni. p.r. Napoli, Teatro Nuovo, 13 maggio 1827

Il borgomastro di Saardam (1827), melodramma giocoso in due Atti di Domenico Gilardoni. p.r. Npoli, Teatro del Fondo, 19 agosto 1827

Le convenienze e inconvenienze teatrali (1827), dramma giocoso in due Atti di Gaetano Donizetti. p.r. Napoli, Teatro Nuovo, 21 novembre 1827

L’esule di Roma o Il Proscritto o Settimio il Proscritto (1828), melodramma eroico in due Atti di Domenico Gilardoni. p.r. Napoli, Teatro San Carlo, 1 gennaio 1828

Alina regina di Golconda (1828), di Felice Romani. p.r. Genova, Teatro Carlo Felice, 12 maggio 1828

Gianni da Calais (1828), melodramma semiserio in tre Atti di Domenico Gilardoni. p.r. Napoli, Teatro del Fondo, 2 agosto 1828

Il Paria (1829), melodramma in due Atti di Domenico Gilardoni. p.r. Napoli, Teatro San Carlo, 12 gennaio 1829

Il giovedì grasso o Il nuovo Pourceaugnac (1829), farsa in un Atto di Domenico Gilardoni. p.r. Napoli, Teatro del Fondo, 26 febbraio 1829

Il castello di Kenilworth (1829), melodramma serio in tre Atti di Andrea Leone Tottola. p.r. Napoli, Teatro San Carlo, 6 luglio 1829

I pazzi per progetto (1830), farsa in un Atto di Domenico Gilardoni. p.r. Napoli, Teatro del Fondo, 6 febbraio 1830

Il Diluvio Universale (1830), azione tragico sacra di Domenico Gilardoni. p.r. Napoli, Teatro San Carlo, 28 febbraio 1830

Imelda de’ Lambertazzi (1830), melodramma tragico in due Atti di Andrea Leone Tottola. p.r. Napoli, Teatro San Carlo, 23 agosto 1830

Anna Bolena (1830), tragedia lirica in tre Atti di Felice Romani. p.r. Milano, Teatro Carcano, 26 dicembre 1830

Gianni di Parigi (1831), melodramma in due Atti di Felice Romani. p.r. Milano, Teatro alla Scala, 10 settembre 1839. Festival di Bergamo 1988

Francesca di Foix (1831), melodramma in un Atto di Domenico Gilardoni. p.r. Napoli, Teatro San Carlo, 30 maggio 1831
La romanziera e l’uomo nero (1831), opera buffa in un Atto su libretto di Domenico Gilardoni. p.r. Napoli, Teatro del Fondo, estate 1831

Fausta (1832), melodramma serio in due Atti di Domenico Gilardoni e ultimato da Gaetano Donizetti. p.r. Napoli, Teatro San Carlo, 12 gennaio 1832

Ugo conte di Parigi (1832), tragedia lirica in due Atti di Felice Romani. p.r. Milano, Teatro alla Scala, 13 marzo 1832

L’Elisir d’amore (1832), melodramma giocoso in due Atti di Felice Romani. p.r. Milano, Teatro della Canobbiana, 12 maggio 1832

Sancia di Castiglia (1832), tragedia lirica in due Atti di Pietro Salatino. p.r. Napoli, Teatro San Carlo, 4 novembre 1832

Il furioso all’isola di San Domingo (1833), melodramma in due Atti di Jacopo Ferretti. p.r. Roma, Teatro Valle, 2 gennaio 1833. Accademia Chigiana di Siena 1958

Parisina d’Este o Parisina (1833), tragedia lirica in tre Atti di Felice Romani. p.r. Firenze, Teatro alla Pegola, 17 marzo 1833

Torquato Tasso (1833), melodramma in tre Atti di Jacopo Ferretti. p.r. Roma, Teatro Valle, 9 settembre 1833

Lucrezia Borgia (1833), melodramma in un prologo e due Atti di Felice Romani. p.r. Milano, Teatro alla Scala, 26 dicembre 1833

Rosmonda d’Inghilterra (1834), melodramma serio in due Atti di Felice Romani. p.r. Firenze, Teatro alla Pergola, 27 febbraio 1834

Maria Stuarda (1834), tragedia lirica in tre Atti di Giuseppe Bardari, revisione di Calisto Bassi. p.r. Milano, Teatro alla Scala, 30 dicembre 1835

Buondelmonte (1834), tragedia lirica in due Atti di Pietro Salatino. p.r. Napoli, Teatro San Carlo, 18 ottobre 1834

Gemma di Vergy (1834), tragedia lirica in due Atti di Giovanni Emanuele Bidéra. p.r. Milano, Teatro alla Scala, 26 dicembre 1834

Marin Faliero (1835), tragedia lirica in tre Atti di Giovanni Emanuele Bidéra. p.r. Parigi, Thé’tre des Italiens, 12 marzo 1835

Lucia di Lammermoor (1835), dramma tragico in due parti di Salvatore Cammarano. p.r. Napoli, Teatro San Carlo, 26 dicembre 1835

Belisario (1836), tragedia lirica in tre parti di Salvatore Cammarano. p.r. Venezia, Teatro La Fenice, 4 febbraio 1836

Il campanello (1836), opera buffa in un Atto di Gaetano Donizetti. p.r. Napoli, Teatro Nuovo, 1 giugno 1836

Betly (1836), opera buffa in un Atto di Gaetano Donizetti. p.r. Napoli, Teatro Nuovo, 24 agosto 1836

L’Assedio di Calais (1836), dramma lirico in tre Atti di Salvatore Cammarano. p.r. Napoli, Teatro San Carlo, 19 novembre 1836

Pia de’ Tolomei (1837), tragedia lirica in due parti di Salvatore Cammarano. p.r. Venezia, Teatro Apollo, 18 febbraio 1837

Roberto Devereux o Il conte d’Essex (1837), tragedia lirica in tre Atti di Salvatore Cammnarano. p.r. Napoli, Teatro San Carlo, 29 ottobre 1837

Maria de Rudenz (1838), dramma tragico in tre parti di Salvatore Cammarano. p.r. Venezia Teatro la Fenice, 30 gennaio 1838

Poliuto (1838), tragedia lirica in tre Atti di Salvatore Cammarano. p.r. Napoli Teatro San Carlo, 30 novembre 1848

Il duca d’Alba (1839 – 1842), opera in tre Atti di Eugè ne Scribe nella versione ritmica di Angelo Zanardini. p.r. Roma, Teatro Apollo, 22 marzo 1882

La Figlia del Reggimento (1840), melodramma comico in due Atti rinnovato  di Callisto Bassi. p.r. Parigi, Thé’tre de l’Opéra-Comique, 11 febbraio 1840

Les martyrs (1840), opéra en quatres Actes de Eugè ne Scribe. p.r. Parigi, Thé’tre de l’Opéra, 10 aprile 1840

La favorita (1840), dramma serio in quattro parti di Alphonse Royer e Gustave Va’z, tradotto dal francese da F.Jannetti, p.r. Parigi, Thé’tre de l’Opéra, 2 divembre 1840

Adelia (1841), melodramma serio in tre Atti di Felice Romani e Girolamo Marini. p.r. Roma, Teatro Apollo, 11 febbraio 1841

Rita ou le mari battu (1841), opera comica in un Atto di Gustavo Va’z. p.r. Parigi, Thé’tre de l’Opéra-Comique, 7 maggio 1860

Maria Padilla (1841), melodramma in tre Atti di Gaetano Rossi. p.r. Milano, Teatro alla Scala, 23 dicembre 1841
Ne m’oublié pas (1841) opera comica in due Atti incompiuta

Linda di Chamounix (1841), melodramma semiserio in tre Atti di Gaetano Rossi. p.r. Vienna, Teatro di Porta Carinzia, 19 maggio 1842

Caterina Cornaro (1843), tragedia lirica in un Prologo e due Atti di Giacomo Sacchéro. p.r. Napoli, Teatro San Carlo, 12 gennaio 1844

Don Pasquale (1843), dramma lirico in tre Atti di M.A. Giovanni Ruffini p.r. Parigi, Thé’tre des Italiens, 3 gennaio 1843

Maria di Rohan o il Conte di Chalais (1843), melodramma tragico in tre Atti di Salvatore Cammarano. p.r. Vienna, Teatro di Porta Carinzia, 5 giugno 1843

Don Sebastiano, re di Portogallo (1843), dramma serio in cinque Atti di Eugè ne Scribe, p.r.Parigi, Thé’tre de l’Opéra, 13 novembre 1843
La fidanzata (1843), farsa in un Atto incompiuta

Roberto Luparelli

Il M.° Roberto Luparelli, cantante e direttore, è nato a Milano nel 1970. Ricercatore e storico dell’interpretazione del Rinascimento, del Barocco, e del XVIII secolo, fa parte del comitato scientifico di italianOpera in qualità di esperto in prassi esecutiva.

Da giovanissimo ha iniziato la pratica del pianoforte privatamente e dell’arpa al Conservatorio. Ha continuato a studiare presso il Teatro alla Scala con Gerhard Schmidt-Gaden, e successivamente ha collaborato come solista, cantando nel Toelzerknabenchor, e come assistente di Schmidt-Gaden.

Ha intrapreso una parallela ma non meno ricca carriera concertistica indipendente in Italia e all’estero, nella quale affronta come solista un repertorio vasto ed eterogeneo, orientato prevalentemente ai periodi rinascimentali, barocchi e settecenteschi, ma anche più recente, da Rossini (in particolare lo Stabat Mater per il Consiglio d’Europa a Strasburgo nel 1996) sino alla musica contemporanea.

Terminato il percorso formativo, ha dimostrato un’inclinazione per l’insegnamento.
Impressionato dalle sue performance vocali, Elvio Modonesi, suo maestro di Corno del Conservatorio, lo ha chiamato a tenere i corsi di perfezionamento estivi. Dagli anni ’90 è stato invitato, in qualità di solista e di direttore, a partecipare a importanti Festival nell’Est Europa, che sono andati in onda in diretta sulle Televisioni dell’ex URSS.

Grazie al successo e alla popolarità ottenuti in quei luoghi, Luparelli è stato invitato a tenere Masterclass sull’interpretazione del Settecento e di tecnica vocale, e, per chiara fama, è stato chiamato a insegnare canto a solisti e direttori di coro, nei corsi di “stilistica interpretativa e prassi esecutiva” della musica del periodo classico (sec. XVIII con particolare attenzione a Mozart e Haydn) presso l’Università musicale della capitale moldava (Hochschule), Gli è stata anche affidata la direzione dell’Orchestra sinfonica degli allievi dell’Università moldava (esercitazioni orchestrali degli alunni degli ultimi corsi).

Trasferitosi in Moldavia nel 1996, ha intrapreso una proficua e cospicua collaborazione con l’orchestra e il coro della Radio Televisione di Stato Moldava (e il suo direttore stabile M.° Gheorghe Mustea). Le apparizioni televisive sono state quasi settimanali  (anche in talk show e trasmissione culturali specialistiche). La ricca attività concertistica (soprattutto Mozart e Rossini, ma anche canti di Natale in stile accademico), è stata registrata per la maggior parte ed è proprietà riservata della Radio e Televisione pubblica moldava. Ha lavorato anche come solista (basso) stabile della Radio, e, con contratti a termine, come assistente al direttore stabile dell’Orchestra della Radio (per repertori di Haydn, Mozart e Beethoven), come direttore ospite, e come “altro Maestro del coro” del coro della Radio moldava diretto stabilmente dal M.° Valentin Budilevschi (Mozart e Haydn).

Tra l’altro è fondatore dell’affiliazione autorizzata della “Internationale Stiftung Mozarteum Salzburg” della quale è Presidente e Direttore artistico (all’inaugurazione della Associazione Mozart Moldova erano presenti le più alte cariche dello stato moldavo ). Ha aperto un protocollo di intesa fra la Stiftung moldava e la Radio, e ha fondato l’Orchestra da camera “Leopold Mozart”, che ha una disposizione strumentale di tipo classico (con violini primi a sinistra e secondi a destra) e che si propone un’interpretazione autentica della musica di Mozart e di tutto il settecento, fedele al trattato “Versuch einer gründlichen Violinschule” di Leopold Mozart.

Più volte è stato stato invitato a partecipare al Festival di musica contemporanea più importante della Moldavia dal ministro della cultura in persona, ed è il primo italiano dal Novecento fino ad oggi, a cantare Arie di musica contemporanea colta in rumeno.

Ai concerti di Natale e Capodanno trasmessi in televisione, è stato chiamato come ospite stabile, prevalentemente come solista, ma anche come direttore. Degna di menzione è l’edizione televisiva dell’Ave Verum di Mozart con l’orchestra da camera “Leopold Mozart” della radio, e il coro della radio moldava, diretta dallo stesso Luparelli.

Uno dei compositori moldavi più noti, Gheoghe Mustea, ha scritto alcune Arie e Lieder appositamente per la sua voce, spinte in estensioni estreme, e talmente ricche di colorature e virtuosismi, che la scuola di canto locale non è abituata ad affrontare. Queste Arie, contemporanee in armonie e fattura, usano effetti interpretativi esclusivamente rinascimentali e barocchi che il compositore ha espressamente preteso.

Fra le prime esecuzioni mondiali di musica tradizionale di Roberto Luparelli si menzionano il Samuele di Mayr (in qualità di solista diretto da Pierangelo Pelucchi) e il frammento di Mozart “Un dente guasto e gelato” terminato e diretto dal compositore Gheorghe Mustea. Ha cantato in prima nell’Ex URSS l’integrale dei Lieder di Mozart (1994) alla presenza delle più alte cariche dello stato, e diretto (sempre in prima assoluta nell’Ex URSS) l’Ouverture di “Apollo et Hyacinthus”  di Mozart (1999).

Non ha mai accettato di eseguire né come cantante né come direttore i capolavori musicali da Bach in giù in Moldavia, perché egli ritiene improponibile affrontare questo tipo di repertorio senza strumenti che siano almeno copie degli originali, in particolar modo quelli a fiato (ma anche gli archi).

E’ autore di piccole tesi sulla simbologia applicata alla prassi esecutiva, e sta scrivendo dei saggi sull’interpretazione autentica di alcuni periodi musicali.

A fronte della situazione geopolitica degenerata in una crisi generale nel luogo, Roberto Luparelli è appena rientrato in Italia, ma i suoi concerti in Moldavia vengono ancora trasmessi nei canali radio e televisivi pubblici, nelle festività più importanti dell’anno.

(Luca Bianchini)

Gaetano Donizetti: Alahor in Granata

INTRODUZIONE

Alahor in Granata (1826), dramma per musica in due Atti, musicato da Gaetano Donizetti nel 1826, su libretto di M.A. [ Andrea Monteleone ]. Il dramma Alahor in Granata venne rappresentatao per la prima volta a Palermo, Teatro Carolino, il 7 gennaio 1826.

LA PARTITURA MANOSCRITTA

La partitura manoscritta autografa (incompleta) è alla Boston University, alla Mugar Memorial Library.

IL LIBRETTO

Solisti della prima rappresentazione a Palermo, Teatro Carolino, il 7 gennaio 1826:
Zobeida – soprano – figlia di Mohamed, sorella d’Alahor (Elisabetta Ferron)
Alahor – baritono – figlio di Mohamed (Antonio Tamburini)
Muley Hassem – contralto – re di Granata (Marietta Gioja Tamburini)
Sulima – mezzosoprano – schiava favorita di Zobeida (Carlotta Tommasetti)
Alamar – tenore – capo della tribù zegra (Berardo Winter)
Ismaele – tenore – finto confidente d’Alamar (Salvatore Patti)
Coro di Zegri e Abenceraghi
Soldati, popolo

LA TRAMA

La scena è in Granata

Argomento [ premesso al dramma ]

Fu già tempo che le fazioni in Granata degli Abenceraghi e dei Zegri sconvolgevano sanguinosamente quel regno.
In una notte Aly, capo degli Zegri, con un falso allarme desta gli Abenceraghi, ne fa orrida strage, ed uccide barbaramente Mohamed Primo degli Abenceraghi, e quasi tutti i suoi figli. Due se ne salvano. Alahor venne trafugato, Zobeida rimase in Granata. Aly muore, e monta il trono Muley Hassem suo fratello. La beltà e la virtù di Zobeida ispirarono ad Hassem un ardentissimo amore, che Zobeida con uguale ardore divideva. La tribù degli Abenceraghi non è più la nemica del fratello di Aly; invano però egli tenta di riunirla ai Zegri. Granata è cinta dalle armi d’Isabella, e un lungo assedio desolato avea la città . Hassem, ad onta dei Zegri, fa con Isabella un’onorevole pace. Alamar, fierissimo partigiano di Aly, mal volentieri scorgeva la bontà di Muley Hassem per gli Abenceraghi. Egli matura il disegno della morte di Hassem. Favore per la fazione contraria, disprezzo per quella dei Zegri, amore per la figlia di Mohamed, la pace fatta con le armi Ibere, sono i delitti, che a lui si appongono dai Zegri. Alamar ne ha uno in particolare, il rifiuto di Hassem della sua figlia. Alahor, il fratello di Zobeida, evaso alla morte, lungi da Granata, educato nell’odio dei Zegri, fatto adulto, vi giunge incognito per trarre la sorella lungi dai suoi nemici. Viene egli nella vendetta del padre suo, siccome Oreste nella reggia di Egisto. Ritrova la sorella amante di Hassem, anzi per divenir sua sposa; il suo sdegno, il suo furore con troppo evidenti segni manifestando, egli vien preso di mira da Alamar per fargli uccidere Hassem. Egli abbraccia il partito. Alamar passerà ad introdurlo. Ismaele fido al suo Re, e solo unito con Alamar per investigarne i passi, svela la congiura ad Hassem. Il Re si traveste, attende il suo assassino; ed il luogo ove Hassem dovea esser da Alahor trafitto, diviene il luogo ed il punto della loro riunione. Su queste, ora storiche, ora verisimili circostanze, si aggira il presente dramma.

Atto I

Gran piazza di Granata. Alla destra il palazzo reale detto l’Alhambra. Alla sinistra una delle porte di Granata. Il fondo offre in prospettiva la lunga catena degli Alpussari.

Alahor giunge in Granata per vendicare il padre e si unisce a parte degli Zegri che tramano contro il loro Re, considerandolo un traditore. Da Sulima, schiava del Sovrano, Alahor viene a sapere delle nozze imminenti tra sua sorella ed Hassem, che lui è venuto a uccidere. Entrato nell’Alhambra, Alahor parla con Zobeida, la sorella, rivelandole il piano criminoso. Quando arriva Hassem, si nasconde dietro una colonna, e gioisce, quando Zobeida, disperata, afferma innanzi ai sudditi che mai e poi mai sposerà Hassem.

Atto II

Interno dei giardini reali diviso in vari viali

Alamar, capo degli Zegri, rintraccia Alahor, perché compia la sua vendetta. Alahor sposa la causa d’Alamar. Hassem conosce da Zobeida le vere ragioni del rifiuto ed è informato da Isamele, finto confidente d’Alamar, della congiura. Quando Alahor si introduce per ucciderlo nell’Alhambra.